Gli insegnanti della Don Milani: lezioni in spazi ristretti
LANCIANO. Spazi ristretti e disagi per insegnanti, alunni e per l'utilizzo dei laboratori. Gli insegnanti della scuola media del comprensivo Don Milani tornano a lamentare le «condizioni precarie in...
LANCIANO. Spazi ristretti e disagi per insegnanti, alunni e per l'utilizzo dei laboratori. Gli insegnanti della scuola media del comprensivo Don Milani tornano a lamentare le «condizioni precarie in cui versa la comunità scolastica fin dall'istituzione della scuola media (nell'anno scolastico 2013-2014)» che, di fatto, non ha ancora una sede propria, ma che era stata sistemata nel seminterrato del liceo classico in via Bologna.
«Dall’inizio dell’anno scolastico 2020-21 (causa Covid, ndc) la comunità della scuola media lancianese ha subìto una diaspora», raccontano gli insegnanti in un appello all'amministrazione comunale, «la prima e la seconda classe della sezione B trasferite al Polo museale, la terza B e tutta la sezione A distaccate all'ultimo piano dell’istituto De Giorgio in via Barrella, in condivisione con la primaria della Don Milani». È difficile, nel contesto causato dalla pandemia, anche utilizzare i laboratori che sono ancora più lontani viste le nuove sedi provvisorie. «Paradossalmente e seppur provvisoriamente», fa notare il corpo docente, «l’emergenza sanitaria ha consentito alle medie Don Milani di vivere finalmente in una scuola vera, al De Giorgio, con aule ampie e luminose (7 aule da 48 mq ciascuna) rispetto a quelle del Classico, dove la più piccola misura 23 mq, la più grande 41 mq ed è stato utilizzato, per specifiche attività didattiche individualizzate, persino uno spazio di soli 4,6 mq sprovvisto di finestre. Pensare di tornare indietro non si può: bisogna progettare il futuro e magari realizzare una nuova scuola per la Don Milani».
La scuola è cresciuta nel corso degli anni: è frequentata da 137 alunni (due sezioni), 29 professori e 2 collaboratori scolastici. Per il prossimo anno la scuola media ha ricevuto così tante richieste da raggiungere i numeri per aprire la terza sezione della classe prima, richiesta avanzata all’Ufficio scolastico provinciale. «Abbiamo un numero molto elevato, 16, di alunni con bisogni educativi speciali», precisano gli insegnanti, «e per questo abbiamo incentivato politiche d’inclusione, ma in questi anni, tuttavia, non è stato corrisposto da parte degli enti locali competenti un giusto adeguamento degli spazi. Dagli incontri con l’amministrazione e dall’ultimo appello di giugno scorso ad oggi purtroppo nulla è cambiato». (d.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

