Gli occhi del Vaticano sulla vendita dell’oro di San Rocco

1 Settembre 2015

Orsogna, questa sera si costituirà un comitato cittadino I fedeli chiedono se ci sia stata l’autorizzazione del vescovo

ORSOGNA. Ci sarebbe addirittura l'interesse della Santa Sede sulla vicenda della vendita dell'oro degli ex voto di San Rocco da parte del parroco, don Mario Persoglio, per riparare il tetto della chiesa di San Nicola. Nelle ultime settimane nel piccolo centro della Marrucina non si parla d'altro. La vendita di parte dell'oro donato da famiglie orsognesi, attraverso i decenni, a San Rocco ad un compro oro di Francavilla ha scatenato l'indignazione e l'ira di numerosi cittadini, fedeli e laici. Tanto più che l'alienazione dei preziosi è stata effettuata proprio dal parroco della chiesa e scoperta soltanto a cose fatte, senza che nessuno sospettasse nulla e a mesi di distanza.

L'obiettivo adesso da parte dei cittadini orsognesi offesi dalle azioni del sacerdote è fare chiarezza su numerosi aspetti di questa dolorosa vicenda che appaiono ancora molto oscuri. Primo fra tutti il fatto se sia vero o no che il vescovo della diocesi Chieti-Vasto, Bruno Forte, abbia dato l'autorizzazione a vendere parte di quell'oro. A sostenere questa tesi è lo stesso don Mario che nella compravendita, effettuata nel marzo scorso, ben lontani dalla tradizionale festa in onore del santo di scena a metà agosto, si è fatto assistere da un legale e che si è dichiarato tranquillo proprio per aver ricevuto l'autorizzazione dal presule.

Ancora, resta da capire quanto oro sia stato venduto, se è recuperabile, e che fine ha fatto l'oro rimanente. In tanti tra i cittadini coinvolti nella vicenda, sono decisi ad andare a fondo a tutte le questioni. Il primo passo di questo moto di protesta e indignazione è la costituzione di un comitato cittadino. Questa sera alle 21 nella sala polivalente di Orsogna i cittadini che vogliono fare chiarezza sulla questione sono invitati a partecipare e, eventualmente, ad organizzarsi in un gruppo e a richiedere l'aiuto e il sostegno di un legale.

Intanto nei giorni scorsi è partita una raccolta di firme e un vero e proprio tam tam sui social network. Ciò che si vuole fare è innanzitutto una ricognizione, per il momento solo fotografica, di tutto l'oro donato a San Rocco in oltre cento anni di storia, per cercare di risalire al suo valore complessivo e per avviare delle ricerche. In questa operazione una grossa mano la stanno dando anche gli emigranti orsognesi che una volta tornati nel paese natio per le feste in onore del santo hanno fotografato sotto diverse angolazioni il carico di preziosi.

Sono decine le catenine, le presentose, gli orecchini a cerchio, braccialetti e pettorine d'oro affidate in dono a San Rocco come ex voto, in segno di devozione o per proteggersi da disgrazie e calamità. Il costituendo comitato cercherà di fare un inventario. Intanto l'assemblea pubblica con don Mario prevista per il 6 settembre in parrocchia è stata annullata. Il 7 si riunirà soltanto il consiglio parrocchiale.

Daria De Laurentiis