Gli operai Dialifluids: «Al lavoro in aiuto dei dializzati»
CANOSA SANNITA. A due settimane dalla ripresa dell’attività lavorativa, alla Dialifluids fanno sapere, che «si va avanti per inerzia, si prosegue per rispetto di quei 1.300 pazienti sottoposti a...
CANOSA SANNITA. A due settimane dalla ripresa dell’attività lavorativa, alla Dialifluids fanno sapere, che «si va avanti per inerzia, si prosegue per rispetto di quei 1.300 pazienti sottoposti a dialisi che hanno bisogno delle sacche prodotte dall’azienda». L’azienda ha un destino già scritto così come le sue 120 maestranze, che hanno provato invano a far cambiare idea alla multinazionale tedesca, la Fresenius Medical Care. Tra giugno e settembre 2015 la Dialifluids chiuderà e, se non ci saranno acquirenti pronti a rilevarla, i lavoratori dovranno trovarsi un’altra occupazione.
Proprio loro ci raccontano di una situazione «non bella» in fabbrica, dove «si respira aria pesante». C’è tensione, infatti, tra la maggioranza delle maestranze, che fino all’ultimo avevano manifestato con scioperi e presidi, e la minoranza, che invece aveva ritenuto opportuno continuare il proprio percorso lavorativo.
Alessandro Primante, delle Rsu, è intervenuto sul tema dell’assenteismo. «Non è assolutamente vero», dice Primante. «Ho sentito parlare di percentuali del 13% ma non è così. A me risultano valori del 5%, dovuti a malattia, che sono nella media nazionale(a.s.)
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