Gli operai Dialifluids «Vogliamo conoscere il nostro futuro»
CANOSA SANNITA. «Non posso assicurare che i lavoratori non protesteranno fino al 16 febbraio, data in cui ci sarà il prossimo incontro a Roma presso il ministero dello Sviluppo economico». È così...
CANOSA SANNITA. «Non posso assicurare che i lavoratori non protesteranno fino al 16 febbraio, data in cui ci sarà il prossimo incontro a Roma presso il ministero dello Sviluppo economico». È così che Alessandro Primante, delegato Rsu Uil della Dialifluids, torna a parlare della vertenza sulla fabbrica di Canosa Sannita che produce il preparato salvavita per pazienti uremici.
«Nell’ultimo incontro al Mise, la Fresenius, proprietaria dello stabilimento, ci ha invitati a rimanere tranquilli durante questa fase in cui si stanno cercando acquirenti disposti a rilevare il sito canosino. Perché ci chiedono questo? Noi stiamo perdendo il lavoro, non abbiamo trascorso un bel Natale, non trascorreremo nemmeno un bel Capodanno e non possiamo promettere di stare calmi quando all’orizzonte c’è la possibilità di non avere più un’occupazione e quindi una dignità».
Al momento sembra che le cordate disposte a prendere in mano lo stabilimento di Canosa Sannita siano due, ma l’identità delle stesse è ancora totalmente sconosciuta. La Fresenius vuole valutare i piani industriali delle società e, a tal proposito, Primante ha qualcosa da dire. «Sono anni che chiediamo alla Fresenius un piano industriale e non ci è mai stato dato. Adesso lo pretende dagli altri? Inoltre è inaccettabile che la multinazionale tedesca dica di tenere ai lavoratori della Dialifluids e poi sposti la produzione in Germania. Avrebbe dovuto, invece, investire sul sito di Canosa e cercare soluzioni ai problemi che possono esserci».
È un fiume in piena il delegato Rsu, che non nasconde la delusione e la rabbia per quello che sta succedendo. Nuove azioni di protesta non possono essere scongiurate, proprio perché i lavoratori sono stanchi di questa situazione: «In azienda la tensione è sempre più alta, non ci sono le condizioni per lavorare con tranquillità» prosegue Primante.
Un ultimo appunto, infine, è rivolto alla politica che, secondo il rappresentante sindacale, ha abbandonato le maestranze e le loro richieste. «Noi lavoratori siamo rimasti soli a lottare per i nostri interessi» chiosa sconsolato Primante.
Alfredo Sitti
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