Gli operatori sanitari in piazza: «Adesso la Asl deve assumerci»

5 Agosto 2023

In oltre settanta manifestano a Pescara davanti alla Regione per chiedere certezze sul futuro I sindacati incontrano l’assessore Verì che promette un incontro risolutivo con i vertici dell’azienda

CHIETI. Dopo la protesta davanti alla sede della Asl di Chieti, ieri sono tornati a manifestare, questa volta davanti alla sede della Regione al Pescara, gli operatori socio sanitari (Oss) con il contratto in scadenza a settembre. Chiedono la proroga dei contratti e la stabilizzazione. Attraverso le cooperative lavorano da anni nella sanità pubblica e sono stati fondamentali durante l’emergenza Covid. Ma ora rischiano di tornare a casa. La protesta è stata indetta da quattro sindacati: Fp Cgil, con Giuseppe Rucci, Nursind, con Vincenzo Pace, Nursing up con Enzo Cafarelli e Usb con Romeo Pasquarelli. I rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dall’assessore alla sanità Nicoletta Verì che ha promesso un nuovo incontro a fine agosto con la dirigenza della Asl Lanciano Vasto Chieti per cercare soluzioni al problema.
LA PROTESTA
Davanti alla sede dell’assessorato regionale alla sanità, in via Conte di Ruvo a Pescara, una settantina di Oss ha portato fischietti e striscioni per chiedere il rinnovo del contratto. Complessivamente sono 150. Hanno lavorato durante il periodo della pandemia, assunti in piena emergenza per far fronte al Covid. Alcuni di loro lavorano da anni negli ospedali della provincia di Chieti, ma sono assunti da cooperative che non assicurano contratti stabili. Nel periodo dell’emergenza Covid hanno risposto a un avviso della Asl che apriva spiragli alla possibilità di essere assunti, ma ora rischiano di dover tornare tutti quanti a casa. L’avviso pubblico faceva intravvedere la possibilità di una assunzione con contratti stabili al termine di 18 mesi di lavoro, 18 mesi a cui, però, non potranno arrivare, perché la Asl ha annunciato che i contratti non verranno prorogati oltre settembre. Qualcuno vede sfumare l’ambito traguardo per soli 15 giorni di lavoro mancanti.
L’ASSUNZIONE DEGLI IDONEI
La Asl, però, sta già assumendo operatori socio sanitari scalando la graduatoria di un concorso per Oss rimasto a lungo bloccato. Dalla graduatoria dovrà assumere 170 addetti, risultati idonei dopo il concorso. Anche in questo caso si sta arrivando alle assunzioni con molto ritardo. Un ricorso al Tar di uno dei partecipanti al concorso aveva, infatti, bloccato tutto. A luglio scorso, però, il problema si era risolto e la Asl ha avuto via libera per reperire personale tra coloro che sono risultati idonei. Tali assunzioni, però, non dovrebbero, a detta dei sindacati, precludere la possibilità di far continuare a lavorare i 150 Oss precari.
REPARTI SGUARNITI
Il punto su cui battono i sindacati è il fatto che i reparti degli ospedali della provincia teatina sono sguarniti: «C’è una oggettiva carenza di personale», dice Rucci della Flc Cgil, «e questo è innegabile. Lo ha riconosciuto anche il direttore amministrativo Asl Manuela Loffredo che abbiamo incontrato a luglio scorso, dopo una protesta davanti alla sede teatina della Asl. Qui abbiamo a che fare con 150 operatori che hanno acquisito una grande professionalità, anche in occasione della pandemia, e che ora, da eroi del Covid, rischiano di passare a disoccupati e dimenticati dalla sanità. L’incontro con l’assessore Verì è stato importante, perché abbiamo registrato una certa volontà di apertura, sebbene solo interlocutorio». L’assessore, infatti, ha rinviato tutte le questioni a un successivo incontro, più tecnico, da tenere a fine mese, dopo le ferie estive, alla presenza dei vertici dell’azienda sanitaria locale. «L’assessore regionale alla sanità», continua Rucci, «si è più volte espressa dicendo di voler combattere il precariato. Bene, questa è l’occasione per passare dalle parole ai fatti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA