Gli operatori sanitari in piazza: «Adesso le assunzioni dalla Asl»

Gli idonei vincitori di concorso annunciano un sit-in: la protesta mercoledì davanti alla Regione E l’assessore Verì convoca i vertici sindacali per discutere della carenza di personale negli ospedali
CHIETI. Tornano a chiedere lo scorrimento della graduatoria, ferma da un anno e otto mesi, e l’impegno formale della Regione ad assumere i 1.477 operatori socio-sanitari risultati idonei al concorso pubblico del novembre 2021 bandito dalla Asl Lanciano Vasto Chieti. E lo faranno portando la protesta in piazza, con un sit-in in programma mercoledì mattina alle ore 10,30 nel piazzale davanti l’assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo, in via Conte di Ruvo, a Pescara.
La manifestazione di protesta per il mancato scorrimento della graduatoria è organizzata dagli idonei e arriva dopo la stabilizzazione di 218 tra infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici di radiologia, medici, veterinari, farmacisti e psicologi, annunciata dalla Asl giovedì scorso. I precari vincitori di concorso chiedono l’intervento del direttore generale Thomas Schael per ottenere il tanto agognato posto di lavoro a tempo indeterminato. Quasi in contemporanea, mercoledì alle ore 11, l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì ha convocato nella stessa sede il manager e le sigle sindacali per discutere della carenza di personale nella Asl: all’incontro parteciperanno i segretari provinciali Nursind, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Nursing Up, Fsi, Usb e Cisal Fpc.
«Da oltre un anno la graduatoria è ferma, nonostante l’impegno allo scorrimento preso dalla Regione Abruzzo con la risoluzione regionale numero 65 del 2022», fanno sapere gli idonei, annunciando la «massima partecipazione da parte di tutti per far valere il diritto allo scorrimento della graduatoria». Una sessantina di idonei al concorso ha anche presentato un ricorso al Tar, contestando «l’abuso nel numero di proroghe dei contratti a tempo determinato», a loro dire «incompatibile con le direttive del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto sanità» e con la sentenza della sezione lavoro della Corte di cassazione, con la quale è stato respinto il ricorso alla decisione del giudice d’appello che aveva condannata una Asl al risarcimento del danno patito da un’infermiera assunta a tempo determinato con plurimi contratti e successive proroghe, ritenuti dalla Corte illegittimi perché nel testo non erano state specificate esigenze temporanee ed eccezionali.
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