Gli prestano 3mila euro e pretendono la casa

Padre e figlio sotto accusa per usura e tentata estorsione: alla vittima senza più lavoro sottratta anche la tessera Rei
CHIETI. Quando ha capito che sarebbe stato denunciato, ha seguito la vittima fino alla questura per provare a limitare i danni. Ma lui, un disoccupato teatino di 50 anni, ha trovato comunque il coraggio di vuotare il sacco e denunciare quell’amico diventato un aguzzino. O meglio: uno spregiudicato usuraio capace di prendergli anche i 180 euro mensili del Reddito di inclusione, ovvero il contributo statale che ha lo scopo di contrastare la povertà. I poliziotti della squadra mobile hanno così denunciato alla procura di Chieti un uomo di 54 anni e il figlio di 35, entrambi residenti a Montesilvano: sono accusati di usura e tentata estorsione.
Tutto comincia nel 2016. La vittima, in grosse difficoltà economiche dopo aver perso il posto di lavoro, si rivolge a quello che considera un amico e ottiene un prestito di tremila euro in contanti, elargito in tre soluzioni nel corso degli ultimi due anni. Il disoccupato estingue gran parte del debito ma, ogni volta che consegna i soldi, per l’usuraio quelle somme sono sufficienti solo a coprire i presunti interessi maturati fino a quel momento. Le pressioni diventano sempre più pesanti a tale punto che, ad aprile di quest’anno, la vittima si trova costretta a fare ricariche su una PostePay degli indagati e a consegnare addirittura la sua tessera Rei (Reddito di inclusione), con tanto di codice pin, dalla quale l’aguzzino può prelevare in autonomia il denaro sostituendosi illecitamente al vero avente diritto. Ma l’episodio più inquietante – da qui l’accusa di tentata estorsione – si verifica quando il 54enne di Montesilvano pretende che il disoccupato abbandoni il suo appartamento. La pretesa è assurda: «Se tu lasci casa», gli ripete più volte, «lì può venire a vivere mio figlio con tutta la sua famiglia».
Con il passare dei mesi, dunque, le richieste si trasformano in veri e propri atteggiamenti persecutori, che vedono protagonista anche il 35enne. A quel punto la vittima, ormai disperata e senza via d’uscita, presenta una denuncia davanti agli uomini del vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio. Dalle successive indagini emerge che le dichiarazioni del cinquantenne sono fondate. La conferma definitiva arriva durante una perquisizione fatta a casa degli estorsori, dove viene ritrovata la tessera Rei sottratta in precedenza al disoccupato.
Non è la prima volta che i due indagati si trovano in situazioni analoghe e finiscono in guai giudiziari: il 54enne è un noto pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, mentre il figlio è stato denunciato più volte anche per reati contro la persona. Una volta che arriverà il nulla osta della procura, la tessera Rei sarà riconsegnata al legittimo beneficiario.
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