Gli resta un tubo nel torace ma nessuno è responsabile

51enne operato al cuore, quattro medici vengono messi sotto processo per lesioni Tre vengono assolti per non aver commesso il fatto, per l’altro c’è la prescrizione
CHIETI. Dopo un l’intervento di duplice by pass coronarico, un uomo di 51 anni scopre a distanza di due anni che qualcuno nel rimuovere il drenaggio gli aveva lasciato nella cavità toracica, un residuo di circa 14 centimetri. L’uomo ha dolori, forti infezioni e insieme alla sorella denuncia il fatto alla magistratura. Quattro medici del Santissima Annunziata Gabriele Di Giammarco, Alessandro Minati e Giuseppe Vitolla , in un primo tempo, eppoi anche il cardiochirurgo Francesco Marchesani, sono finiti sotto processo per lesioni colpose gravi. I primi tre sono stati assolti per non aver commesso il fatto, nello scorso gennaio, per l’ultimo cardiochirurgo è scattata la prescrizione proprio tre giorni fa. Due diversi giudici firmano le sentenze Patrizia Medica e Andrea Di Berardino. Il paziente la cui situazione clinica è attualmente compromessa, un intervento di rimozione del tubicino sarebbe rischioso per la sua vita, continua a condurre una vita piena di dolori, non può dormire se non quasi seduto e per camminare si aiuta con un bastone. La sorella che lo ha accudito per tutto il periodo degli interventi e post operatori è avvilita e chiede una giustizia che però sa di non avere mai. E racconta la storia del fratello.
L’uomo viene operato di by pass, il 18 giugno del 2007, dell’equipe non fa parte Marchesani.
All’esito di tale intervento risultavano rimossi tutti i drenaggi. Ma il paziente subisce un secondo intervento, il 2 luglio seguente, di revisione dello sterno che non si era saldato bene, in quella occasione gli viene messo un drenaggio che gli viene tolto il 4 luglio seguente. Fu operato ancora per una infezione, e dopo una terapia antibiotica tutto passò. Ma non passarono i dolori, racconta la sorella. Il paziente si recò molto spesso dal suo medico di base per capire cosa gli provocava tanto dolore e una grave situazione di disagio psicologico. Da una radiografia al torace si scoprì la presenza di un residuo di tubo di drenaggio nel piano sternale.
Il paziente denunciò il fatto alla procura e i quattro medici vennero messi sotto processo. I primi tre sono stati assolti perché secondo la giudice la errata azione di rimozione del tubo di drenaggio in base alle cartelle cliniche e alle consulenze tecniche non risultava da imputare ai medici che lo hanno operato di by pass. Inoltre nelle cartelle cliniche tutti i referti non riportano la presenza del tubo di drenaggio. «Nell’istruttoria non è emerso prova del danno contestato e inoltre non è stata accertata l’identità di colui che ha rimosso il drenaggio. Per cui i tre imputati vanno assolti». Il paziente dice che il drenaggio gli è stato rimosso dal dottor Marchesani. Che finisce sotto processo. Ma è due giorni fa la sentenza di non doversi procedere contro di lui perché il reato è stato prescritto. (k.g.)
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