Gli scavi archeologici spaccano i 5 Stelle

È scontro tra Amicone e Marcozzi dopo le polemiche sulla raccolta fondi contestata dal Comune
CHIETI. Movimento 5 Stelle teatino spaccato sulla raccolta fondi per valorizzare i reperti archeologici di piazza San Giustino. La spaccatura tra il gruppo di Sara Marcozzi (capogruppo in consiglio regionale) e quello della deputata Daniela Torto, di cui fanno parte la consigliera regionale Barbara Stella e il capogruppo consiliare Luca Amicone, smette di viaggiare in sordina e diventa palese. Marcozzi stava da tempo bacchettando il Comune. La sua ultima nota contro su piazza San Giustino è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nel confermare piena fiducia al sindaco Diego Ferrara, Amicone prende una posizione forte: «A Chieti», dice, «la consigliera regionale Marcozzi non rappresenta i 5 Stelle». La dichiarazione di Marcozzi sarebbe, dunque, per Amicone solo «a titolo personale, è evidente che si tratta di una voce fuori dal coro. Ribadisco che la posizione ufficiale M5S a Chieti è legittimata dalla mia persona che rappresenta il gruppo intero. Non posso condividere un politico, soprattutto 5 Stelle, che sponsorizza le proprie donazioni, rispolverando una vecchia abitudine della politica. Una scelta personale legittima, ma davvero di cattivo gusto». Ad Amicone arriva subito il sostegno ufficiale del capogruppo consiliare Pd Filippo Di Giovanni, mentre dura è la replica di Marcozzi che parla di posizione «sguaiata e ingiustificata». La consigliera si dice «basita dalle dichiarazioni di Amicone, sia nel merito che nei modi. Mi spiace essere costretta a rilevare il fatto che, dalla elezione di Amicone in poi, il M5S è scomparso dai radar della città e che la competente e quotidiana azione politica di Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo è solo un lontano ricordo. Sentir parlare di “rappresentanza” di una forza politica da chi è riuscito a perdere le elezioni dimezzando i voti in città e raggiungendo appena il 6% fa solo sorridere. Quanto alla inopportuna “pubblicità della donazione” ricordo ad Amicone che è stato eletto con una forza politica che ha fatto del dimezzamento degli stipendi e delle donazioni uno dei suoi principi fondanti». Intanto il sindaco Ferrara ieri ha incontrato i promotori della donazione, cercando di gettare acqua sul fuoco: l’ente accetterà i fondi ma li utilizzerà per valorizzare il patrimonio archeologico cittadino. «Abbiamo serenamente spiegato e ribadito le difficoltà dell’inserimento della raccolta nell’iter dell’appalto», dice Ferrara, «che, come detto, ha un suo percorso già avviato, a cui si è aggiunta la nostra richiesta di utilizzo dei fondi derivanti dai ribassi d’asta, proprio per coprire ulteriori lavorazioni di cantiere e il prosieguo degli scavi. A tal proposito i proponenti hanno chiarito che le somme potranno essere liberamente usate dal Comune per valorizzare e rendere più fruibili tutti i siti archeologici cittadini, come questa Amministrazione sta già facendo e si propone di fare in futuro». (a.i.)
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