Gli Sfaratthons a SanremoRock

Il gruppo locale dalle prove nella falegnameria al teatro Ariston
BORRELLO. Dalla falegnameria di Borrello al teatro Ariston di Sanremo: si è conclusa nello scorso weekend sul prestigioso palco della città ligure l'avventura degli Sfaratthons a SanremoRock 2020. Insieme ad altri duecento concorrenti provenienti da tutta Italia, la band di Borrello ha partecipato alle finali della manifestazione nella città ligure portando all'attenzione della platea il brano “prog rock” dal titolo Smog, dai chiari contorni ambientalistici; con lo stesso brano il gruppo aveva vinto le selezioni interregionali lo scorso luglio. La band prende il nome "Sfaratthons" dalla inglesizzazione del termine dialettale "sfarattone", scansafatiche, in uso a Borrello, paese d’origine dei membri del gruppo ossia Giovanni Di Nunzio, chitarra e voce; Cecilio Luciano batteria; Mario Di Nunzio, basso; Giovanni Casciato, chitarra elettrica; Luca Di Nunzio, tastiere e voce. A Sanremo, il magico flauto di Geoff Warren e le atmosfere rock anni settanta sono state particolarmente apprezzate dai giurati, tanto da evocare nei loro commenti alcuni miti del rock come Gentle Giant e Jethro Tull. Particolare interesse ha suscitato la favola di una band di paese che iniziò il proprio percorso all’interno di una piccola falegnameria/sala prove (che era del mandolinista e guida artistica della band, Rosario Di Nunzio), per arrivare oggi alla ribalta del mitico Teatro Ariston. Il 2020 è stato un anno particolarmente ricco di soddisfazioni per la band di Borrello avendo anche vinto il premio alla Cultura “Kalos 2020”, per il quale era stata prevista una manifestazione a Forte dei Marmi lo scorso marzo, poi annullata a causa del Covid. (m.d.n.)

