Gli studenti contestano il ministro Bussetti

7 Febbraio 2019

In 44 firmano un manifesto: via la Lega dall’università. E l’associazione 360 denuncia: troppi tagli

CHIETI. L’arrivo del ministro leghista dell’istruzione Marco Bussetti scatena la contestazione degli studenti. In 44, coordinati dallo studente Saverio Gileno, firmano un appello dal titolo “Fuori la Lega Nord da scuole e università” e accusano il ministro leghista di aver strumentalizzato a fini elettorali la visita di ieri in Abruzzo. «Riteniamo che sia di una gravità assoluta», dicono, «che la campagna elettorale entri a gamba tesa nei luoghi di formazione attraverso il ministro Bussetti, che, per giunta, si sta dimostrando di una inadeguatezza totale. Come, per esempio, l’annullamento dell’alternanza scuola-lavoro per le classi che, dopo aver svolto le 200 e 400 ore, sono prossime all’esame di maturità; esame che, senza adeguata preparazione, è stato stravolto in modo ancora poco chiaro».
In occasione della tappa teatina all’università d’Annunzio si muove anche l’associazione 360 gradi. La studentessa di 360 Martina De Marco, membro del Cda dell’ateneo, consegna una dura lettera al ministro. Prima sottolineatura: «Ad otto mesi dall’insediamento, il ministro non ha ancora incontrato il Consiglio nazionale degli studenti universitari». A Bussetti, venuto a parlare dell’università del futuro, gli studenti universitari sciorinano una serie di cifre lette nella legge di bilancio: «Meno 30 milioni per la ricerca, meno 40 milioni per il fondo di finanziamento ordinario delle università, blocco delle assunzioni, meno 30 milioni sul diritto allo studio, nessuna misura per eliminare la piaga dello studente idoneo ma non beneficiario di borsa di studio e nessuna politica chiara sull’abolizione del numero chiuso». Alla luce di questi dati, i ragazzi chiedono in cosa consista «il cambiamento sbandierato».
Dal palco dell’università d’Annunzio, però, il ministro Bussetti assicura che nella legge di bilancio «non ci sono tagli ma misure concrete e puntuali. Grazie al decreto sui punti organico», dice ancora il ministro, «finalmente tornano a crescere le assunzioni nelle università. Non ci sarà nessun blocco delle assunzioni come ci era stato imputato. Assumeremo 1.500 nuovi ricercatori di tipo B. Abbiamo aumentato le risorse del fondo di finanziamento ordinario universitario e distribuito maggiori risorse agli enti di ricerca. Abbiamo aumentato le borse di specializzazione di medicina e continueremo ad allargare la platea dei posti d’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso». (a.i.)