Gli studenti ortonesi in fuga: scelgono le scuole di altre città

ORTONA . «La migrazione scolastica è un problema serio di cui ci siamo fatti carico da subito». Parla il sindaco Leo Castiglione, lo fa intervenendo su una questione spinosa per gli istituti...
ORTONA . «La migrazione scolastica è un problema serio di cui ci siamo fatti carico da subito». Parla il sindaco Leo Castiglione, lo fa intervenendo su una questione spinosa per gli istituti scolastici superiori che ad Ortona hanno fatto la storia. Sono stati sempre di più negli ultimi anni, infatti, i ragazzi che hanno deciso di iscriversi in plessi di altre città nonostante l’indirizzo scelto sia presente anche ad Ortona.
Un fenomeno “migratorio” preoccupante su cui l’amministrazione ha deciso di intervenire, in sinergia con i dirigenti scolastici per cercare innanzitutto di capirne i motivi e di conseguenza invertire il pericoloso trend. L’obiettivo è cercare di sensibilizzare le famiglie e convincerle a puntare sulle scuole locali per la formazione dei propri figli. Al riguardo il messaggio del sindaco è chiaro: «Non dobbiamo depauperare un patrimonio acquisito negli anni e che deve rimanere a disposizione del nostro territorio» ha dichiarato.
Su questa linea i primi numeri che arrivano sulle iscrizioni per il prossimo anno accennano a dei segnali positivi. Un esempio è rappresentato dal liceo classico, dove per l’anno in corso si è formata una prima classe con 14 iscritti. «Un dato che ci ha allarmati», ammette il sindaco, ma fortunatamente dal prossimo settembre saranno 25 le new entry nella scuola. Proiettandoci ancora al prossimo anno scolastico, allo scientifico risultano 44 gli iscritti, dato che permetterà di formare due sezioni. Il Nautico si conferma un istituto di richiamo per i giovani con numeri simili a quelli degli anni passati: da settembre 80 nuovi alunni frequenteranno la scuola di via Mazzini. Alla ragioneria risulta al momento una lieve flessione, con 27 iscrizioni, mentre il professionale raggiunge quota 30.
«Dobbiamo lavorare tutti insieme perché perdere delle scuole importanti che hanno una loro storia significa indebolire una città che offre tanto sia al bacino ortonese che ai Comuni limitrofi», evidenzia il sindaco.
Su questa situazione interviene il consigliere comunale di minoranza, Peppino Polidori, che propone un maggiore dialogo con le famiglie e i ragazzi: «Dobbiamo parlare con gli studenti e cercare di capire perché preferiscono andare altrove». Il membro dell’opposizione consiliare, dopo averne ascoltati alcuni, ha inteso che uno dei motivi va individuato nella possibilità di fare più attività sportive. «Ad esempio possono andare in piscina, struttura che invece Ortona non ha». Infine è del pensiero che l’amministrazione debba garantire la manutenzione, anche quando questa non è di propria competenza. «La città cresce», conclude sottolineando l’importanza della tematica, «se crescono i figli della città». (a.s.)
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