Gli studenti positivi salgono a 80 Paura tra i genitori, classi vuote

L’assessore Giammarino rassicura le famiglie: «Attivati tutti i protocolli per fermare i contagi» Protesta alla media Ortiz: «Non mandiamo a scuola i nostri figli». Super lavoro negli uffici Asl
CHIETI. Salgono i contagi e cresce la paura nelle scuole. Soprattutto tra i genitori costretti a fare i conti con una girandola di sospetti e poche comunicazioni ufficiali. Sono una ottantina, ma il dato si aggiorna di ora in ora, gli studenti contagiati in provincia, nel numero è conteggiato anche qualche docente. Oltre cinquanta sono invece le classi in quarantena. E sebbene i dati sulla propagazione del virus nella provincia teatina siano i più bassi della regione, non c’è dubbio che il virus non frena la sua corsa con numeri sempre più alti. Dal Comune l’assessore alla pubblica istruzione Anna Teresa Giammarino rassicura circa l’attivazione di tutte le procedure necessarie ad evitare i contagi nelle scuole. Mentre negli uffici della Asl si lavora in maniera frenetica per risalire la catena dei contatti. ORTIZ La scuola non è tenuta a comunicare tutto quanto accade in tema di contagio da coronavirus, soprattutto di fronte a dati sensibili. Ma la mancanza di una comunicazione puntuale scatena il panico nelle famiglie. È il caso della scuola media Ortiz (istituto comprensivo 4) allo Scalo: in una classe, oltre la metà degli alunni non si è presentata perché altre due classi erano state messe in quarantena. Su 24 alunni, 15 ieri non sono andati a lezione. Le famiglie non se la sono sentita di mandare i loro figli a scuola. «Hanno chiuso due classi perché ci sono stati due casi di contagio», dice Adriano Sonsini, papà di un alunno della scuola, «abbiamo paura perché alcuni docenti delle due classi chiuse insegnano anche nelle altre classi. Ho scritto diverse lettere alla preside Elvira Pagliuca, ma le risposte non sono state esaustive, soprattutto per quanto riguarda la sanificazione degli ambienti». Abbiamo cercato la dirigente, ma non siamo riusciti a parlarle. Sembra che comunque la preside abbia assicurato che la scuola stia applicando il protocollo previsto. «Noi a queste condizioni vogliamo la didattica a distanza», conclude Sonsini, «la salute viene prima di tutto».
VINCENTIN Paura anche alla Vicentini-Della Porta (istituto comprensivo 2) dove una mamma denuncia il caso di un’alunna contagiata e di conseguenza di una classe in quarantena. «La scuola vuole nascondere questa cosa ma noi genitori no», dice la donna. La presidente del comprensivo 2 Giovanna Santini non si nega a telefono e ribadisce che «la scuola ha messo in campo tutte le procedure necessarie in questi casi, a partire dalla sanificazione, per continuare con tutto quanto è stato previsto dall’Istituto superiore di sanità. Dopodiché non siamo tenuti a fare pubblicazioni. Soprattutto quando di mezzo ci sono i dati sulla salute delle persone. I genitori possono comunque rivolgersi alla scuola, come anche al sindaco e alla Asl. Stiamo affrontando il contesto epidemiologico nella maniera più scrupolosa possibile, in stretta collaborazione con l’azienda sanitaria locale».
SUPERLAVORO ASL Donatella Belfatto è la responsabile Asl che si occupa della prevenzione Covid nella scuola. Nei suoi uffici in questi giorni si vivono ore di intenso lavoro. L’ultima rilevazione dello scorso 26 ottobre dava 53 alunni delle scuole della provincia contagiati dal virus. In pochi giorni il numero si è impennato. Siamo ora a un’ottantina di casi positivi e il dato è in continuo aggiornamento. Mediamente si conta un contagio a classe, dunque sono oltre 50 le classi finite in quarantena. Questo nonostante il fatto che i dati sulla propagazione del virus nella provincia teatina siano i più bassi di tutta la regione. Ieri erano 2.385 i positivi in provincia di Chieti, 105 in più rispetto al giorno prima. Mentre i dati relativi alle altre provincie vedevano L’Aquila al primo posto con 3.656 positivi al coronavirus (162 in più rispetto al giorno precedente), poi Teramo con 3.210 (115 in più) e Pescara con 3.030 (40 in più). A questi numeri vanno poi aggiunti gli altri 79 casi di positivi al coronavirus che non risiedono nella regione Abruzzo.
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