Gli studenti ricordano lo sterminio dei rom

Cerimonia al Parco delle memorie, Spinelli: «Lottiamo per l’uguaglianza, ma non tutti capiscono»
LANCIANO. Parte ancora una volta da Lanciano il messaggio forte di uguaglianza e integrazione fra i popoli. A tre anni dall’inaugurazione del monumento nel Parco delle memorie, il primo in Italia e il secondo in Europa dopo Berlino, Lanciano ricorda il Samudaripen, lo sterminio di rom e sinti dimenticato per anni dalla storia. Ci sono sindaci e amministratori del territorio – Sant’Eusanio del Sangro, San Vito Chietino, Fossacesia, Casoli – l’assessore del comune gemellato di Laterza (Taranto), Rocco Danzi, le associazioni Them Romanò di Santino Spinelli, ambasciatore della cultura romanì nel mondo, l’Ucri (Unione delle comunità romanès in Italia), l’Anpi di Lanciano e di Lecce. Ci sono studenti e insegnanti dell’istituto alberghiero di Villa Santa Mara. Don Cristian Di Silvio, uno dei 5 sacerdoti rom presenti in Italia, benedice la stele, il Coro polifonico di Pescara, diretto dal maestro Nicola Russo, intona il Padre Nostro. Poi, in un ideale passaggio di consegne, prendono la parola l’ex sindaco Mario Pupillo e il neo eletto Filippo Paolini. «Questo monumento è frutto di un percorso lungo, iniziato tanti anni fa», dice quest’ultimo, alla sua prima uscita pubblica ufficiale, «ma credo non sia la conclusione di questo percorso, bensì il punto di partenza per far sì che i pregiudizi nel tempo vengano superati. La tragedia dei rom e dei sinti per anni è stata dimenticata. Lanciano deve con orgoglio tenere in piedi questo ricordo, perché da sempre è città di accoglienza: quando gli ebrei in tutta Europa venivano scacciati, Lanciano li accoglieva. Questo ruolo se l’è guadagnato nel tempo. Ringrazio l’amministrazione uscente che nel 2018 ha voluto questo monumento».
«Lanciano è la prima città italiana a ricordare la nostra etnia in modo forte», sottolinea il presidente dell’Ucri, Gennaro Spinelli, che porta lo stesso nome del nonno, tra gli ultimi testimoni del Samudaripen e scomparso lo scorso febbraio, «giorno dopo giorno lottiamo per l’uguaglianza umana che tutti riconosciamo, ma non tutti capiamo. Diverso è solo un’altra parola per dire unico». La giornata è continuata nel pomeriggio, al teatro Fenaroli, con la cerimonia di premiazione del 28° concorso artistico internazionale “Amico rom”. (s.so.)

