Gli universitari: «Pochi alloggi» Il rettore: stanziati 500mila euro

23 Maggio 2023

L’associazione 360 gradi lancia l’allarme: «Grande difficoltà per i ragazzi, serve una svolta»  Caputi: «Abbiamo ottenuto il finanziamento per consentire la ristrutturazione dell’ex Pierantoni»

CHIETI. Sono 70 i posti letto offerti nel Campus X dell’ateneo Gabriele d’Annunzio, al Villaggio Mediterraneo, e su tutta la regione si contano un totale di 135 alloggi universitari per circa 20mila studenti su Chieti e Pescara. I numeri parlano quindi di una crisi alloggiativa che crea disagi agli studenti fuori sede che scelgono per la propria formazione l’ateneo dannunziano. E nelle case in affitto, raccontano gli stessi universitari, i prezzi sono sproporzionati per la qualità degli immobili.
I POSTI LETTO
Chieti attende da due anni ancora l’assegnazione dei 149 posti letto previsti con la ristrutturazione dell’ex caserma Adelchi Pierantoni. «Su richiesta dell’Adsu», spiega il rettore Sergio Caputi, «abbiamo stanziato una somma superiore a 500mila euro per colmare il gap che c’era per la sua ristrutturazione. Rispetto alla media nazionale il costo degli affitti non è così esagerato. Nel campus X una camera singola per una persona con i servizi connessi ha un costo di circa 300 euro, ma in media, sul nostro territorio, i costi sono bassi rispetto alle altre città». A Chieti il numero degli alloggi universitari a disposizione sono comunque «troppi pochi», denuncia Carmela Santulli, presidente dell’associazione studentesca 360 gradi, «sono sproporzionati per il numero di studenti che c’è, senza contare che il Campus X è in parte una residenza privata. Vorremmo sapere quando verranno consegnati i posti letto in programma». Problematica anche la ricerca di un alloggio temporaneo per gli studenti pendolari. «Non si trovano posti letto per tempi brevi come può essere la sessione degli esami», dice Santulli, «i bed&breakfast non sono accessibili per uno studente. I costi sono troppo alti, si inizia da circa 50 euro per una sola notte».
I PREZZI
Da giorni nelle università italiane si parla di problemi abitativi e di canoni di affitto troppo alti per uno studente e, soprattutto, per lo stato degli immobili. Una protesta nazionale che tocca anche la città teatina con il suo ateneo anche se, prosegue la rappresentante di 360 gradi, «i prezzi sono sempre oscillati. Si va da un minimo di 170 a un massimo di 300 euro, utenze escluse». Le cifre per gli alloggi hanno subito un lieve calo durante il periodo dell’emergenza sanitaria, anche per venire incontro agli studenti e ai disagi che stavano affrontando a causa della didattica a distanza. «Dopo la pandemia il range di prezzi è tornato lo stesso», sottolinea Santulli.
LA QUALITà
Sono spesso fatiscenti gli stabili in affitto per un fuori sede: nella zona di Chieti Scalo si possono trovare camere da letto improvvisate in sale da pranzo e stanze da dividere con gli altri inquilini. «In casa ci sono sempre meno spazi comuni, dove magari è possibile colloquiare e stare insieme agli altri coinquilini», dice Santulli. «I proprietari degli immobili cercano di mettere più posti letto possibili in una casa». Oltre a infissi e arredamenti datati, nelle case è scarsa anche la manutenzione edilizia. «La maggior parte delle stanze ha la muffa e infiltrazioni d'acqua», dice la rappresentante, «ci sono problemi agli infissi e ci sono dislivelli di temperatura all’interno: l'inverno sono troppo fredde e l'estate calde. Ci sono studenti che, quando possono, tornano a casa perché nella loro stanza si ghiaccia». Non mancano, però, anche abitazioni più moderne e ben tenute ma spesso non idonee alle tasche di uno studente universitario. «Di solito hanno prezzi più elevati», conclude la rappresentante.