Gola secca e irritazioni «Qui non si respira più»

Odore acre e bruciori agli occhi nella zona a ridosso del porto e delle case Ater Celenza: spesso ho mal di testa. Ronzitti: necessari i controlli costanti dell’aria
VASTO. Un forte odore acre che provoca bruciore agli occhi e secchezza alla gola. Continua ad essere irrespirabile l’aria a Punta Penna, nella zona a ridosso del porto e del quartiere Ater. Ai miasmi, con cui gli abitanti convivono da decenni, si sono aggiunte nei giorni scorsi le polveri provenienti dalle operazioni di scarico della sansa, un prodotto utilizzato nel ciclo produttivo di alcune aziende dell’area industriale. Gli abitanti hanno evitato di aprire le finestre e di stendere il bucato. «Quel giorno ero a Punta Penna a pescare», racconta Michele Celenza, presidente dell’associazione Porta Nuova, «ho visto una gru che prelevava questo materiale dal quale si sprigionavano un forte odore e una nuvola di polvere, le cui tracce erano evidenti perfino lungo la strada che porta al circolo nautico. Mi capita spesso di andare al porto e di tornare a casa con mal di testa e gli occhi rossi. Le emissioni aumentano d’intensità di notte».
Che nella zona industriale di Punta Penna si respiri un’aria non proprio salubre è noto da tempo. L’argomento è stato al centro dell’ultima riunione del tavolo sull’ambiente convocato dall’assessore alle politiche ambientali, Paola Cianci. Oltre alle associazioni cittadine - che da anni chiedono un costante monitoraggio della qualità dell’aria - era presente anche Francesco Chiavaroli, direttore dell’Arta (Agenzia regionale per l’ambiente). Non sono emerse sostanziali novità. «L’Arta ha la disponibilità della centralina mobile che rileva solo alcuni parametri legati al traffico veicolare», spiega l’ecologo Vincenzo Ronzitti che ha partecipato all’incontro, «sarebbe quindi necessaria una centralina fissa, tra l’altro molto costosa, la cui installazione dovrebbe essere preceduta da uno studio sulla qualità dell’aria. La competenza non è del Comune, ma della Regione», precisa Ronzitti, «ma è pur vero che stiamo parlando di salute pubblica che deve essere tutelata con controlli specifici ed adeguati», annota l’esperto.
Sono anni che le associazioni - Porta Nuova, Arci ed Italia Nostra - chiedono un costante monitoraggio dell’aria, anche alla luce dei tanti episodi segnalati dai cittadini, soprattutto in coincidenza di venti provenienti da nord-ovest. È anche capitato in passato che alcuni operai addetti all’impianto di depurazione dell’ex Coniv, siano stati costretti a rivolgersi al Pronto soccorso dell’Ospedale di Vasto per una serie di disturbi, come bruciore agli occhi e secchezza alla gola. Odori non proprio gradevoli e fastidiose esalazioni vengono avvertiti spesso anche dai turisti che in estate affollano la spiaggetta di Punta Penna, nella riserva naturale di Punta Aderci.
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