Golden Lady, gli operai tornano in piazza

23 Marzo 2015

Per 150 di loro, a breve, scadrà la mobilità. I sindacati: non basta la solidarietà dai nostri parlamentari

GISSI. Per gli ex lavoratori della Golden Lady di Gissi il futuro è sempre più incerto. Sabato al termine dell'ultimo sit-in hanno lanciato un ultimatum. Presto potrebbero tornare a manifestare, ma questa volta in modo plateale. Sono stanchi delle promesse. A maggior ragione se si considera che presto per 150 di loro scade anche la mobilità. Alla richiesta d'aiuto hanno risposto i sindaci di Gissi, Agostino Chieffo, Monteodorisio, Di Giacomo e Scerni, Giuseppe Pomponio. In prima linea come sempre i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Giuseppe Rucci, Franco Zerra e Arnaldo Schioppa. «È triste» , ha dichiarato Rucci «Il caso Golden Lady sembra essere passato nel dimenticatoio. Quasi che su questa vertenza sia stata posta una pietra tombale. Ma noi resteremo qui fino a quando non ci diranno esplicitamente "Signori, la Val Sinello deve morire!"». I sindacati hanno quindi stigmatizzato l'atteggiamento delle Istituzioni e della politica regionale e provinciale. «Senza servizi e infrastrutture nessuno scommetterà un euro su questa fabbrica. Guardiamo le strade: per arrivare qui dall'autostrada ci vuole un cingolato. Chi viene a investire? Non serve la solidarietà dei parlamentari. Occorrono i fatti». Il sindaco di Gissi, Agostino Chieffo è tornato ad invocare un impegno del governatore D'Alfonso. «La Golden deve tornare al centro delle trattative regional», ha detto il primo cittadino di Gissi. L'impresa metalmeccanica interessata a rilevare parte della fabbrica non ha rinunciato all'investimento, ma sta prendendo tempo. Purtroppo di tempo non ce n'è più. Chieffo e il collega Pomponio sono pronti ad appoggiare un giornata di mobilitazione. Una sorta di scossa per ricordare l'odissea che 300 famiglie vivono da più di due anni. Il sit in è stato per i lavoratori della Golden Lady anche l'occasione per ricordare Nicola Porreca, il loro sfortunato collega stroncato una settimana fa da un infarto. (p.c.)