Golden Lady, si allontana la riconversione

22 Agosto 2015

Autunno difficile per 300 lavoratori. Si cercano altre soluzioni per far ripartire il sito industriale

GISSI. Riconversione dell’ex Golden Lady. L'autunno si preannuncia amaro per gli ex 300 lavoratori. Il percorso di riconversione della società Emarc per 70 lavoratori sembra essersi arenato e per altri 300 non c'è nulla all'orizzonte. La mobilità è scaduta . «Non c’è più tempo da perdere», aveva detto all'inizio dell'estate Agostino Chieffo, sindaco di Gissi e in passato legale della Cisl. Non è stato ascoltato ed è caduto nel vuoto anche lo sforzo fatto dai sindacati. E ora all'orizzonte non c'è nulla di buono. «Tante famiglie non hanno reddito. E ora come facciamo?», ha scritto un lavoratore. La vicenda è davvero molto triste. Dopo anni di assicurazioni e due riconversioni fallite più di 300 famiglie sono sul lastrico. «Non ci arrendiamo e riprederemo a lottare partendo dal ministero», hanno dichiarato i sindacati. Altro non dicono. Non si sbilanciano. Non vogliono creare nuove illusioni. Restano al fianco dei lavoratori e stanno cercando di aiutarli in tutti i modi. Ma i lavoratori non possono più aspettare.

«Sono con i lavoratori che per il momento restano fuori. A loro va tutta la mia solidarietà», ha più volte ribadito il sindaco. «Sono comunque preoccupato per le conseguenze di carattere sociale che la vicenda potrebbe avere» ha aggiunto Chieffo. «Il fatto che il titolare della Golden Lady abbia deciso di investire ancora in Abruzzo ma a Basciano, nel Teramano e non a Gissi, dispiace».

Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione e assessore regionale alle attività produttive, sta cercando di trovare altre soluzioni oltre alla Emarc per fare ripartire almeno metà dell’ex sito della fabbrica di calze. Ma sembra una impresa impossibile. Eppure la Regione ha messo a disposizione risorse e vantaggi per chi volesse rilevare parte della Golden Lady. Unica consolazione i 283.474,02 euro, la somma che il Calzaturificio Del Gatto di Porto Sant’Elpidio dovrà corrispondere ai lavoratori al posto della Silda Invest. Sono 110 lavoratori coinvolti dalla vertenza. A loro andranno un totale di 146.674 euro di retribuzioni non corrisposte e 136.800 euro di Tfr. Ma non basta a consolare tante famiglie senza reddito.

Paola Calvano

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