Grandi opere, stop al piano da 11 milioni
Di Primio denuncia: il governo ha sospeso i fondi già concessi per piazza San Giustino, terminal bus e piazzale Sant’Anna
CHIETI. A rischio le grandi opere promesse per Chieti. Arriva uno stop al piano da oltre 11 milioni di euro per cambiare faccia alla città con la riqualificazione di piazza San Giustino, i lavori al terminal bus con il raddoppio dei parcheggi, la valorizzazione di piazzale Sant’Anna, le piste ciclabili e i collegamenti pedonali nel centro storico.
Quel piano rischia di restare un annuncio senza l’ombra di un cantiere aperto. Il governo M5S-Lega ha sospeso le convenzioni firmate dall’ex premier Pd Paolo Gentiloni con 96 sindaci d’Italia per la riqualificazione urbana delle periferie: si tratta di un atto che aveva assegnato al Comune di Chieti 11.172.890 euro. E, dalla firma del patto, l’amministrazione Di Primio aveva avviato la progettazione degli interventi chiamando a raccolta ingegneri, architetti e geometri esterni e affidando loro incarichi per circa 50mila euro.
Ma, con lo stop del governo, quel piano rischia di finire su un binario morto: un’altra incompiuta ancora prima di iniziare i lavori. Una beffa per il Comune che potrebbe ritrovarsi a pagare le fatture per progetti che, senza fondi, sono destinati a restare esercizio di stile sulla carta.
A parlare di pericolo è il sindaco Umberto Di Primio, il primo a scommettere su quei fondi con la speranza di aprire i cantieri tra il 2019 e il 2020. Il consigliere M5S Ottavio Argenio replica: «La presa di posizione del sindaco è assurda, la verità è che quando sei alla frutta non sai più cosa inventare», dice il grillino, «è finita l’epoca dei finanziamenti a pioggia con cui il Pd distribuiva soldi dei contribuenti senza un minimo di progettualità ed efficienza».
«Gli sforzi compiuti finora dall’amministrazione per portare avanti gli importanti progetti per la nostra città, finanziati grazie agli stanziamenti economici del bando periferie, rischiano di naufragare per colpa di un governo nazionale incapace di sostenere lo sviluppo dei territori», questo l’atto d’accusa di Di Primio. Il sindaco, anche come vice presidente dell’Anci, annuncia l’avvio di un braccio di ferro con il governo per vedersi riconosciuti quei fondi su cui l’amministrazione ormai aveva fatto affidamento con quella firma messa nella sala Verde di Palazzo Chigi il 18 dicembre dell’anno scorso: «Con il presidente Anci, Antonio Decaro, e gli altri sindaci sottoscrittori delle convenzioni porteremo avanti una battaglia a tutela degli interessi e dello sviluppo delle nostra città».
La decisione del governo paralizza il futuro di Chieti: «I progetti esecutivi e i lavori riguardanti la riqualificazione architettonica di piazza San Giustino, il raddoppio del parcheggio del terminal bus, il potenziamento dei posti auto nella caserma Berardi, la costruzione di una palestra didattica e di un orto botanico nell’area della ex scuola Vicentini, su cui l’ufficio lavori pubblici del Comune e un team di tecnici stanno lavorando da mesi», spiega Di Primio, «rischiano di divenire carta straccia a causa del venir meno degli impegni del governo che, attraverso la sottoscrizione della convenzione riguardante l’erogazione di 11.172.890 euro a favore del Comune di Chieti, aveva dato il via al progetto Riqualific@teate».
Il sindaco, che aveva puntato proprio sulle grandi opere per rispondere agli attacchi piovuti dall’opposizione, va avanti criticando il governo: «Non si mortificano così le nostre città», sottolinea Di Primio, «non si schernisce in questo modo il lavoro di tanti amministratori». Tra gli interventi previsti a Chieti ci sono anche il recupero dell’ex pescheria, bike sharing, stazioni di ricarica per mezzi elettrici, collegamenti pedonali tra largo Moricorvo e largo Cremonesi, wi-fi in centro, tabelloni interattivi e centraline per la qualità dell’aria. «Sospendere le convenzioni e le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 non può che certificare», conclude Di Primio, «l’insensibilità del governo rispetto al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, l’impoverimento dei territori che fanno leva sui lavori pubblici per portare investimenti e ricchezza nei comuni».

