Grasso: l’Abruzzo può vincere la malavita

10 Dicembre 2014

Inaugurato il monumento dedicato ai carabinieri tra i gonfaloni dell’associazione dell’Arma e gli alunni delle scuole

VASTO. Ad accogliere qualche minuto dopo le 11 la seconda carica dello Stato a Vasto è stata la fanfara degli allievi carabinieri di Roma e il festoso sventolare delle bandierine tricolori degli alunni delle scuole vastesi insieme ai gonfaloni delle associazioni dell'Arma arrivate da tutta la regione.

IL MONUMENTO ALL’ARMA. Il presidente del Senato Pietro Grasso al fianco del vice presidente del Csm, Giovanni Legnini e del generale Franco Mottola, comandante interregionale dei carabinieri, ha inaugurato ieri mattina a Vasto il monumento dedicato all'Arma e realizzato dallo scultore Giuseppe Colangelo nel quartiere di via Alborato. La cerimonia è stata organizzata dal Comune insieme ad un comitato diretto dal generale Gianfranco Rastelli per onorare il Bicentenario dell'Arma dei carabinieri. A fare gli onori di casa sono stati il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso e il sindaco Luciano Lapenna.

Sul palco delle autorità sindaci e amministratori regionali e provinciali e il deputato del Pd, Maria Amato. Presente alla cerimonia, ma distante dal palco, il senatore Gianluca Castaldi (M5S). «Sono qui solo per onorare l'Arma», ha dichiarato in polemica con il presidente Grasso.

Nel corso della cerimonia sei strade sono state intitolate alla memoria di altrettanti militari eroi: Salvo D'Acquisto, Chiaffredo Bergia, Silvino Michetti, Sebastiano Preta, Camillo D'Onofrio e Giustino Fusco. Solo D'Acquisto era napoletano, gli altri cinque sono legati alla provincia di Chieti e alla lotta al brigantaggio.

«Ora la lotta è alla malavita organizzata, un bubbone che va estirpato, qui come a Roma», ha detto Grasso. «La riqualificazione del quartiere», di via Alborato «chiude il ciclo di iniziative in omaggio all'Arma dei carabinieri, presente a Vasto dall'Unità d'Italia, ha spiegato il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Forte».

SICUREZZA E CORRUZIONE. «Solo la moralità e l'etica della popolazione di questa terra possono riuscire a tenere lontani dal Vastese e dall'Abruzzo fenomeni che io durante la mia quarantennale carriera di magistrato ho conosciuto purtroppo bene», ha dichiarato il presidente del Senato ai giornalisti. «Il Vastese è una terra sana. Ha gli anticorpi per vincere la criminalità. Lo Stato non abbandona questo territorio e i carabinieri come le altre forze dell'ordine faranno la loro parte», ha detto Grasso. «La criminalità organizzata va condannata in modo forte e deciso. La Politica deve ribellarsi e riscoprire una morale: è necessario un colpo di reni per allontanare chi insozza le Istituzioni e lo Stato. Bisogna avere il coraggio di dire no alle più piccole illegalità».

D’accordo con lui Giovanni Legnini. «Lo Stato è qui e farà il possibile per evitare che possa essere toccata l'integrità morale e ambientale di questa " città argine"», ha promesso Legnini.

LA CONTESTAZIONE. Il sorriso del Presidente del Senato ha conquistato tutti, ma non il Senatore Gianluca Castaldi (M5S) che confermando quando anticipato in una nota diffusa alla vigilia della cerimonia ha preso le distanze da Grasso. Castaldi arrivato puntuale all'evento è rimasto fra la gente a poca distanza dal monumento dedicato all'Arma. «Io sono qui per onorare l'Arma dei carabinieri che ammiro e rispetto. Al contrario non riconosco e non voglio confondermi con il presidente del Senato della Repubblica Italiana, Pietro Grasso», ha dichiarato in tono perentorio. «Non è il mio presidente a Roma, figuriamoci qui a Vasto, la mia città».

Castaldi contesta al presidente Grasso la mancanza di imparzialità dell'esercizio della funzione di presidente del Senato.

«Ha costretto il Senato a votare un testo vergognoso del Governo che conteneva puntini di sospensione al posto dei numeri e in altre occasioni ha assunto atteggiamenti quanto meno opinabili. Questo per me è gravissimo».

Paola Calvano

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