«Gravi irregolarità nei conti» La Corte boccia il Comune

18 Luglio 2017

Dai giudici contabili undici contestazioni sulla gestione finanziaria 2014 «Non ci avete dato neanche i chiarimenti alle osservazioni dell’anno prima»  

CHIETI. Ci sono «gravi irregolarità contabili nel rendiconto del Comune di Chieti del 2014». Lo sostiene la Corte dei conti che in un’ordinanza dello scorso 25 maggio e ricevuta dall’ente locale lo scorso 15 giugno, concede all’amministrazione comunale 45 giorni entro i quali comunicare alla Sezione regionale dei giudici contabili «interventi idonei» per giungere a una «migliore gestione finanziaria e contabile al fine di salvaguardare il rispetto degli equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti a salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica, in particolare riguardo agli squilibri di cassa accertati». La Corte dei conti, dunque, bacchetta il Comune del sindaco Umberto Di Primio, ricordando che «il precedente collegio dei revisori aveva dato parere sfavorevole al bilancio e rendiconto 2013, al bilancio e rendiconto 2014, al riaccertamento straordinario dei residui, sollevando una rilevante serie di problematiche»
Ma cosa contesta nello specifico la Corte? Intanto la tardiva approvazione del rendiconto 2014: bisognava farlo entro il 30 aprile 2015, giorno fissato per la presentazione, e invece è stato fatto il 6 agosto, 4 mesi dopo. Un ritardo che era già avvenuto l’anno precedente. C’è poi la questione del fondo cassa, al 31 dicembre 2014, pari a zero e il ricorso ad anticipazioni di tesoreria nel corso dell’esercizio 2014 e nel corso dell’esercizio 2015 fino alla data di compilazione del questionario. «Si rileva che l’ente, al 31 dicembre 2014, non ha restituito l’anticipazione per un importo pari a euro 8.272.844,21». Anche nel 2013 era stata mossa la stessa osservazione. I giudici contabili sottolineano «la doverosità di assicurare una maggiore attenzione e celerità nel superamento della irregolarità segnalata. L’anticipazione di tesoreria può essere utilizzata per far fronte a divergenze temporanee nei flussi di entrata e di spesa che abbiano carattere temporaneo e che devono essere ricondotti ad un corretto equilibrio finanziario nel corso dell’esercizio, non potendo essere utilizzata per sanare situazioni di alterazione della gestione che comportino la sussistenza di situazioni di disavanzo». La presenza di residui attivi e passivi antecedenti al 2010 pari a 113.933,43 euro e conservate al 31 dicembre 2014 per 3.097,82 euro. Indice puntato anche su un disequilibrio tra i residui passivi di parte capitale (49,8 milioni) e gli omologhi attivi (33,9 milioni): «la differenza pari a 15,9 milioni non risulta coperta dal fondo cassa al 31 dicembre (euro 0)». Nella relazione viene indicata, inoltre, la mancata coincidenza del totale crediti al 31 dicembre 2013, indicato nel conto del patrimonio, col totale dei residui attivi. Ma anche la mancata coincidenza del totale dei debiti di funzionamento. (r.o.)