«Grazie al tribunale qui la mafia non c’è»

Gli avvocati frentani ribadiscono il no all’accorpamento: anche vertenze di lavoro con Sevel e indotto
LANCIANO. «Da anni il tribunale di Lanciano è tra i migliori d’Italia. Affonda le radici nel 1832, anche se era già sede di Corte di appello nel 1700. È il tribunale della zona industriale più importante dell’Italia centrale grazie alla Sevel e al suo indotto e ciò comporta che il giudice del lavoro si occupi di importanti vertenze. Poi, al pari dell’Alto Vastese, i cittadini delle zone interne frentane avrebbero grosse difficoltà nel raggiungere Chieti». Non sono motivi di campanile ma logicisti e legati all’efficienza a far ribadire al presidente degli avvocati frentani Silvana Vassalli la necessità di evitare la chiusura del tribunale di Lanciano nel 2018 e il trasferimento a Chieti. «Mi congratulo con il consiglio dell’Ordine di Chieti per la nuova e bellissima sede», dice la Vassalli, «che però non sono in grado di dire se potrà ricevere anche gli uffici giudiziari di Lanciano e Vasto, della sezione distaccata di Ortona oltre a tre Procure, visto che anche quella di Chieti oggi è in un altro edificio. Ma ciò che ci spinge a insistere per la permanenza del tribunale a Lanciano non è legato ad un giudizio sugli edifici ma riguarda l’efficienza del servizio giustizia. Il tribunale di Lanciano, da anni, è giudicato tra i migliori d’Italia. Nel nostro territorio non vi sono state infiltrazioni di stampo camorristico o mafioso perché da decenni, le forze dell’ordine e i magistrati presenti a Lanciano hanno scongiurato tale pericolo». La Vassalli ricorda anche la valenza storica del presidio che serve 41 Comuni, circa 120.000 persone che avrebbero difficoltà enormi nel raggiungere Chieti e vedrebbero anche aumentare i costi della giustizia. «La battaglia di salvaguardia del tribunale frentano non è una battaglia degli avvocati», ricorda la Vassalli, «l’errore di accorpare i tribunali è stato dei politici, tocca a loro trovare la soluzione».
Una soluzione l’ha prospettata il consiglio comunale di Lanciano anni fa: mettere a disposizione gli uffici già pronti di Palazzo degli Studi per tagliare i costi della giustizia. «E se il Governo non desse seguito alla richiesta di questo territorio», rimarca il sindaco Mario Pupillo, «è opportuno lasciare da parte i campanili, unire Lanciano e Vasto, prevedendo un presidio giudiziario frentano costiero, con divisione funzionale delle competenze. Concentrando, invece, su Chieti tutte le istanze dell’Abruzzo meridionale il collasso del sistema giustizia sarebbe assicurato e i danni li pagherebbero i cittadini». (t.d.r.)
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