Green pass all’ospedale, protesta dei pazienti bloccati all’ingresso

Un solo operatore per controllare la certificazione dei vaccini: gli utenti restano fermi quasi un’ora In tanti non sapevano che era necessario esibire il pass, scoppia la rabbia: «Così ci saltano le visite»
CHIETI. Quasi un’ora per varcare il portone d’ingresso dell’ospedale Santissima Annunziata. Code ieri mattina, nei momenti di maggiore affollamento per gli ingressi in ospedale, davanti all’entrata principale della struttura. C’era un solo operatore a controllare la validità del Green pass con la maggior parte delle persone che non sapevano che fosse obbligatorio esibire il certificato verde per poter entrare in ospedale. L’utenza, nella maggior parte anziana, è rimasta disorientata. Di fronte a un comprensibile spaesamento, l’operatore però non ha potuto fare altro che invitare le persone senza certificato verde a farsi da parte, visto che nel frattempo la fila in attesa di entrare diventava sempre più lunga. E dire che due giorni prima, venerdì scorso, quando è entrato in vigore la verifica del Green pass per accedere in ospedale, il direttore generale della Asl Thomas Schael aveva assicurato che non c’erano problemi. Ma era solo venerdì. Ieri, giornata di maggior affluenza, primo vero banco di prova per il nuovo sistema di verifica della certificazione verde all’entrata, all’ospedale di Chieti serviva una buona mezzora solo per entrare, senza contare i tempi d’attesa interni. Le file hanno invaso anche la strada utilizzata dalle auto autorizzare per trasportare i pazienti davanti all’ingresso principale, costringendo l’utenza in attesa a spostarsi per poi riprendere il proprio posto in fila e c’erano persone anche su sedie a rotelle o che si muovevano con l’aiuto di bastoni o carrellini, per cui non era facile né stare in piedi né spostarsi agevolmente. Sono arrivate segnalazioni anche di persone che, non sapendo a chi altro rivolgersi, hanno chiamato le forze dell’ordine per denunciare l’impossibilità di entrare in ospedale.
«Per fortuna avevo con me il Green pass», dice un paziente, «non sapevo che fosse obbligatorio per entrare. Ma lo avevo portato lo stesso e quindi, anche se ho dovuto fare mezzora di fila tra le 8 e mezza e le 9, alla fine sono entrato». Ma c’è chi non è potuto entrare: una signora anziana, accompagnata dal figlio in ospedale, non riusciva a riassegnarsi: continuava a ripetere che aveva l’appuntamento per il controllo del diabete e che era urgente, che si era regolarmente vaccinata con tutte e due le dosi e che quindi non capiva perché dovesse esibire questa ulteriore certificazione. In difficoltà con l’utilizzo del telefonino, cercava di chiamare sia l’infermiera del reparto con cui aveva appuntamento, nella speranza che potesse aiutarla a superare la barriera all’ingresso, sia il figlio che, non essendo a conoscenza della situazione, l’aveva lasciata all’ospedale e poi era andato a lavoro. Ma non riusciva a raggiungere nessuno dei due. Alla fine ad aiutarla col telefonino cellulare è stato il giornalista dell’emittente televisiva Rete8 che era lì per documentare il caos all’ingresso del policlinico.

