Grotte del Cavallone, è scontro

28 Agosto 2020

Taranta Peligna. La minoranza attacca il sindaco: la chiusura provoca un grave danno economico

TARANTA PELIGNA . Punta il dito contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gian Paolo Rosato il gruppo di opposizione “Taranta nel Cuore”. L’accusa è di «inefficienza» riguardo alla non riapertura delle Grotte del Cavallone. «Almeno non prendete in giro i nostri ragazzi» affermano i tre consiglieri di minoranza (Annalisa Angelucci, Francesco Piccone e Giuseppe Recchione) che aggiungono: «Alcuni giorni fa il Comune affiggeva, nelle bacheche del paese, una locandina nella quale si chiedeva di far pervenire negli uffici comunali, dagli interessati, una manifestazione di disponibilità a ricoprire ruoli di agente di pedana e addetto alla biglietteria, in vista “dell’imminente” apertura del complesso turistico delle grotte per l’anno 2020. Sempre il Comune ha affidato a una cooperativa sociale di Lanciano, per 38mila euro, il servizio di assegnazione lavoro a tempo determinato per personale addetto all’impianto funiviario. Quindi i curriculum dovevano essere inviati al Comune che poi non doveva assumere».
A parte questo aspetto, la minoranza si chiede: «Come mai il sindaco parla di reperimento di personale per la stagione 2020 e di imminente apertura, con il piazzale di partenza della funivia e i locali a monte e a valle in totale stato di abbandono e con i servizi igienici inesistenti? E che dire di Cavallone easy, struttura realizzata dalla precedente amministrazione e oggi praticamente inutilizzata? Manca perfino un presidio informativo turistico da noi perorato. Il comportamento di quest’amministrazione è inqualificabile e irresponsabile: stanno creando un danno d’immagine ed economico non solo a Taranta ma a un intero territorio».
Generalmente cento erano i giorni di apertura del comparto Grotte del Cavallone intorno al quale gravitano 20-25 addetti stagionali alla cestovia e 12 addetti grotta. Dal 2018 è tutto fermo. La cestovia realizzata nel 1977 (inaugurata nel 1978) con fondi del ministero dell’Agricoltura rischiava la chiusura definitiva a dicembre 2017 dopo quarant’anni di servizio. Nel 2018 (un milione di euro) si iniziò una revisione dell'impianto, i lavori sono terminati a luglio 2019. Ad oggi le grotte sono ancora chiuse.
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