Gruppo alpini, multa e denuncia per il pick up

30 Marzo 2019

Lanciano. Il “Rosato” non versa l’imposta di trascrizione sul veicolo perché è esente, ma l’Aci contesta

LANCIANO. «La Provincia fa cassa sulla Protezione civile». È l’amaro sfogo dell’Associazione nazionale alpini-gruppo “Maurizio Rosato” di Lanciano, costretta a pagare l’imposta, e la relativa mora, sul veicolo acquistato per svolgere servizi in favore della comunità perché, secondo l’Aci di Chieti, non risulta tra le associazioni di volontariato iscritte e riconosciute nel registro della Regione. Lo scorso anno le penne nere hanno deciso, autofinanziandosi, di acquistare un pick up, che è stato attrezzato e allestito per servizi di antincendio e soccorso per calamità, come prevede anche la convenzione sottoscritta con il Comune di Lanciano. L’8 marzo 2018 il nuovo mezzo è stato registrato al Pubblico registro automobilistico e, come anche per altri veicoli utilizzati negli anni per svolgere gli stessi servizi, il gruppo frentano non ha versato l’Imposta provinciale di trascrizione, ritenendo di essere esente quale associazione che opera nel volontariato.
«Ma, nel corso di una verifica da parte dell’Unità territoriale Aci di Chieti, ci è stato notificato un preavviso di accertamento per omesso pagamento dell’imposta», spiegano dall’associazione, «non solo, cosa ancor più paradossale, il capogruppo Pietro Giancristofaro è stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di falso in atto pubblico». L’Automobile Club, durante le verifiche, ha consultato il Registro regionale delle organizzazioni di volontariato, ma non l’elenco dove figura anche l’Ana gruppo “Rosato” di Lanciano dal 31 maggio 2010. L’Aci avrebbe interpellato anche la Provincia, ente titolare del tributo, che avrebbe confermato che l’imposta deve essere pagata: 499,05 euro, compreso di sanzioni, interessi e rimborso spese postali.
Il caso crea un precedente. «In passato altri mezzi a disposizione dalla sezione Ana Abruzzi sono stati esentati dal pagamento di tale imposta», sottolineano gli alpini, «in quasi 35 anni di attività il gruppo “Rosato” ha sempre dimostrato straordinaria umanità ed è divenuto punto di riferimento per il territorio. Quanto accaduto fa però venir meno l’entusiasmo e la voglia di dedicare il proprio tempo libero alla solidarietà da parte dei nostri volontari, che mai avrebbero pensato di passare come trasgressori e di finire addirittura indagati per falso. La sensazione è quella che la Provincia ha trovato il modo di far cassa, purtroppo, ai danni del mondo del volontariato». (s.so.)
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