Guardiagrele, accoltellò il cognato nella lite Condannato a un anno e sei mesi per lesioni

CHIETI. Il giudice Andrea Di Berardino ha condannato per lesioni aggravate il quarantenne di Guardiagrele, Benito Baldassarre, alla pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione per aver accoltellato il...
CHIETI. Il giudice Andrea Di Berardino ha condannato per lesioni aggravate il quarantenne di Guardiagrele, Benito Baldassarre, alla pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione per aver accoltellato il cognato, il ventinovenne guardiese Luca Marroncelli. La sentenza condanna Baldassarre anche al risarcimento del danno in favore del cognato, assistito dall’avvocato, Emanuele Iezzi (in foto). L’accoltellamento si verificò nel gennaio del 2014 nell’abitazione della suocera, in via Anello, nei pressi dell’ospedale di Guardiagrele. I due cognati stavano litigando, quando Baldassarre, originario di Francavilla ma residente nel centro montano, sferra coltellate all’addome e alla spalla di Marroncelli. Lui si difende a mani nude, procurandosi altre ferite da taglio alle mani. Baldassarre dirà poi che si è trattato solo di legittima difesa e accuserà Marroncelli di essere l’autore di diverse rapine avvenute in zona, per le quali Marroncelli è stato condannato in primo grado e poi assolto in appello. Le rapine erano quelle verificatesi tra maggio 2013 e gennaio 2014 a Guardiagrele e Bucchianico. In particolare si tratta del colpo del 2 maggio 2013 all’ufficio postale di piazza Sant’Urbano a Bucchianico (bottino 4.139 euro), di quello del 10 settembre 2013 alla Bper di Guardiagrele (bottino 4.415 euro) e di quello del 17 maggio 2013 al Sisa Puntospesa della stessa cittadina (bottino di 1.480 euro). Nella lista c’è anche una tentata rapina al Tigre di Guardiagrele a gennaio 2014. Le motivazioni della condanna in primo grado poggiavano proprio sulle dichiarazioni accusatorie di Baldassarre. «Questa nuova sentenza», ha detto infatti l’avvocato Iezzi, «è una ulteriore conferma della sentenza di assoluzione del Marroncelli emessa dalla corte di appello di L'Aquila». (a.i.)

