Guardiagrele, arrivano altri immigrati

21 Agosto 2016

Il sindaco Dal Pozzo: li accogliamo senza timore, sbaglia chi profetizza scenari apocalittici

GUARDIAGRELE. A dieci giorni dall'arrivo silenzioso nella cittadina dei primi quindici migranti, ospitati nella struttura dell'ex hotel Granada di via Colle Granaro, seppur qualcuno mostra qualche diffidenza verso questi ospiti, non si è registrato alcun episodio o manifestazione di intolleranza. Mentre si attende per i prossimi giorni l'arrivo di altri dieci profughi, il sindaco Simone Dal Pozzo ricorda che le persone già ospitate nell'ex albergo sono giunte nella cittadina dopo che la Prefettura ha affidato ad una cooperativa sociale la gestione della ormai dismessa struttura alberghiera.

«Lo scorso 11 agosto, su invito del Prefetto - spiega Dal Pozzo - abbiamo avuto un incontro nel corso del quale ci è stato spiegato che il fenomeno non è più, di fatto, emergenziale e che tutti siamo chiamati a collaborare nella sua gestione, per evitare di dover subire delle imposizioni»

In merito, il primo cittadino, evidenzia che Guardiagrele è pronta a fare tutto quanto è necessario per l'accoglienza, a partire da una collaborazione fattiva e propositiva con la Prefettura. «Insieme con i sindaci di Chieti, Lanciano, Vasto, San Giovanni Teatino, Ripa Teatina, San Salvo, Torino di Sangro, Atessa, Casalincontrada, Roccamontepiano, Carunchio, Palmoli, Lentella, Schiavi d' Abruzzo, Fara Filiuorum Petri, Pretoro, Castelfrentano e Pietraferrazzana - spiega Dal Pozzo - ho firmato una nota con la quale si è chiesto di istituire un tavolo permanente di confronto, di mediazione e coivolgimento dei sindaci che potrebbe certamente agevolare la gestione dei flussi». Dal Pozzo evidenzia quindi che il coinvolgimento dei Comuni può risultare utile anche a favorire la collaborazione dei migranti in attività lavorative e di pubblica utilità per la comunità locale. «D'altra parte - precisa Dal Pozzo - va pure ricordato che la cooperativa affidataria è tenuta a garantire importanti servizi volti a favorire, anche attraverso la mediazione culturale, una reale integrazione. E' inevitabile - afferma Dal Pozzo - che, di fronte a questo fatto, la comunità si ponga domande sul tema della sicurezza, ma personalmente confido nella maturità della cittadinanza e, soprattutto, in quella delle forze politiche che ho ritenuto di dover immediatamente informare il giorno stesso dell'incontro con il Prefetto».

«Dispiace però - osserva Dal Pozzo - dover riscontrare che c'è qualcuno che, anzichè porsi in atteggiamento realmente collaborativo, soffi sul fuoco in un momento nel quale non ve n'è assolutamente bisogno. Invece di profetizzare scenari apocalittici, con epidemie e disordini pubblici - conclude Dal Pozzo -, sarebbe necessario unire le forze, soprattutto perché la soluzione di questo fenomeno non è nelle nostre mani e, probabilmente, nemmeno in quelle del solo Governo nazionale».

Giovanni Iannamico