Guardiagrele dice no all’ospedale-carcere al Ss Immacolata

5 Febbraio 2015

Il sindaco contesta la Regione: in una struttura in attività inevitabili problemi di sicurezza per operatori e cittadini

GUARDIAGRELE. L' amministrazione comunale scende in campo contro il decreto n. 106 / 2014 del Commissario Regionale della Sanità Luciano D'Alfonso che stabilisce la allocazione temporanea della Rems (residenze per l'esecuzione di misure di sicurezza) presso il locale ospedale Santissima Immacolata. «Innanzitutto», osserva il sindaco Sandro Salvi, «per quanto riguarda la provvisorietà del provvedimento, bisogna precisare che i tempi di realizzazione della struttura definitiva prevista a Ripa Teatina, sono quanto mai incerti e indefinibili, per cui la scelta di Guardiagrele è da considerarsi tutt'altro che provvisoria».

Salvi, ricorda poi che la Rems, cosi come è stabilito da apposita legge, è una struttura che deve essere istituita per sostituire gli Opg (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) e dovrebbe soddisfare le esigenze delle regioni Abruzzo e Molise.

«É quindi evidente», osserva Salvi, «che la Rems, ospitata in una struttura sanitaria in piena attività, come l'ospedale di Guardiagrele, pone molti problemi connessi alla sicurezza dei pazienti, degli operatori e dei cittadini».

Secondo Salvi, il tema finora è stato trattato con eccessiva superficialità, anche perché non si è considerato che la comunità guardiese, ha sostenuto e sostiene, con grande spirito di collaborazione e umanità, tutti gli sforzi necessari a garantire l'integrazione degli ospiti della Residenza Psichiatrica Riabilitativa, già allocata presso l'ospedale.

«Appare quindi decisamente inopportuno», osserva Salvi, « caricare la stessa comunità di un ulteriore responsabilità sociale di tale genere».

A parere del primo cittadino, il trasferimento della clinica psichiatrica, allo stato attuale, significherebbe poi un ulteriore passo verso la chiusura del presidio ospedaliero guardiese. «L'allocazione della Rems presso l' ospedale cittadino», continua Salvi, «minaccia inoltre qualsiasi programma di sviluppo per la struttura sanitaria guardiese».

Salvi, mette poi in risalto, che è netta la sensazione che Guardiagrele, venga considerata nelle sedi che contano, una destinazione buona per tutto ciò che è altrove indesiderato, vista l'assenza di qualsiasi attività di concertazione o anche solo di informazione. «Ricordo infine», osserva Salvi, «come il commissario ad acta e il direttore generale della Asl, dovrebbero ben sapere, che l'attuale assetto dell'ospedale guardiese non può essere alterato fino alla sentenza del Consiglio di Stato sui ricorsi presentati dalla amministrazione comunale e da alcuni cittadini. Per quanto esposto», afferma Salvi, «l' amministrazione comunale è quindi decisamente contraria alla allocazione della Rems a Guardiagrele ed ha già provveduto ad esortare il commissario e il direttore della Asl a riconsiderare la scelta con una comunicazione motivata. In caso contrario», conclude Salvi, «nell'interesse dei cittadini guardiesi, andremo a considerare tutte le modalità idonee a contrastare tale scelta, comprese le ipotesi di ricorso giudiziario».

Giovanni Iannamico

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