Guardiagrele e l’ospedale di area disagiata Salute è Diritto: Paolucci ci prende in giro

L’associazione Salute è Diritto scende in campo per respingere le dichiarazioni con le quali l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, ha negato all’ospedale Santissima Immacolata di...
L’associazione Salute è Diritto scende in campo per respingere le dichiarazioni con le quali l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, ha negato all’ospedale Santissima Immacolata di Guardiagrele (nella foto durante una protesta), la possibilità di trasformarsi in “Ospedale di zona disagiata”, riconoscimento arrivato invece al presidio sanitario San Camillo di Atessa. «Siamo contenti per il risultato ottenuto dagli amici di Atessa», osservano i dirigenti del sodalizio guardiese, «non possiamo però nascondere la nostra rabbia verso l’assessore Paolucci che ha preso in giro 44.000 abitanti del comprensorio guardiese, considerando soprattutto che, con la sua maggioranza, aveva votato in favore della risoluzione presentata dal consigliere regionale Mauro Febbo con la quale la Regione si impegnava a riconoscere il nostro presidio come “Ospedale di area disagiata”». I dirigenti dell’associazione ricordano che la risoluzione era stata approvata lo scorso 8 maggio in consiglio regionale alla presenza di tutti gli esponenti politici regionali, dei sindaci di Guardiagrele, Orsogna e Pennapiedimonte, dei rappresentanti della stessa associazione e di numerosi cittadini del comprensorio. Paolucci, prima di votare in favore della risoluzione, aveva inoltre chiesto e ottenuto di poter modificare il documento che poi è stato approvato all’unanimità. «L’atteggiamento di Paolucci nei confronti dei cittadini», osservano i dirigenti di Salute è Diritto, «rappresenta un fatto inaccettabile. Ci auguriamo che il sindaco Simone Dal Pozzo, insieme agli altri sindaci del territorio e alle altre istituzioni, si uniscano a noi per combattere la logica del disprezzo. La nostra associazione», sottolineano i dirigenti di Salute è Diritto, «si batterà contro chiunque voglia continuare a prendersi gioco dei cittadini e a non voler riconoscere il presidio guardiese come ospedale di zona disagiata e andrà avanti ad oltranza con la lotta fino a quando a questo territorio non venga riconosciuta la giusta valenza». (g.i.)

