Guardiagrele Opera Gli organizzatori sognano Morricone

Già in moto la macchina organizzativa della rassegna estiva Lupiani: personaggi di prestigio non solo della musica
GUARDIAGRELE. Siamo solo febbraio, ma già fervono i preparativi per la quarta edizione di Guardiagrele Opera Festival, manifestazione che ha rivoluzionato il modo di fare cultura e spettacolo in Abruzzo. Ne parliamo con Antonello Lupiani, promotore e motore organizzativo del festival fin dalla sua ideazione.
Lupiani, che cosa sta diventando Guardiagrele Opera, detta anche Go?
«Go nasce come una manifestazione di opera lirica, ma negli anni ha allargato le sue prospettive ad altri generi musicali e ambiti culturali, spaziando dal teatro al balletto alla letteratura, sempre avvalendosi di personalità di primo piano di livello internazionale, a partire da Susanna Rigacci e Maurizio Colasanti, l’anima artistica di Go».
Chi c’è dietro Guardiagrele Opera?
«A muoverci è soprattutto la passione, insieme con la sinergia che si è creata tra diverse associazioni: Guardiagrele Opera nasce da una costola degli Amici della musica e del teatro, con l’appoggio, determinante nella fase iniziale, dell’Ente mostra dell’artigianato artistico abruzzese. Quest’anno inauguriamo la collaborazione con l’Istituto Giuseppe dell’Orefice, che promuove e sostiene Guardiagrele Opera in un progetto più vasto che investe l’Abruzzo unendo l’amore per la musica, l’arte e la cultura alla valorizzazione delle specialità enogastronomiche della regione».
Che cosa prevede l’edizione 2018 del Festival?
«Siamo ancora in fase di programmazione, ma abbiamo le idee chiare su alcuni punti: questa edizione di GO deve segnare un salto di qualità, un nuovo inizio che allarga l’area di interesse del festival, così da trasformarlo in una manifestazione artistico-culturale di riferimento per il territorio. E a fare di Guardiagrele la “Spoleto d’Abruzzo” di cui si parla. Il programma estivo sarà ricco di eventi, tra cui un’edizione sorprendente di Pierino e il lupo di Prokofiev, un originale allestimento della Serva padrona di Pergolesi, per chiudere con un capolavoro come il Rigoletto verdiano. Stiamo lavorando con personalità di prestigio non solo di ambito musicale, ma per il momento non posso fare nomi. GO è diventata una grande famiglia che vedrà la collaborazione, come negli scorsi anni, del Conservatorio di Pescara, avvalendosi delle professionalità del direttore Alfonso Patriarca, di Massimo Magri e Antonella Muscente. Avremo la partecipazione di un’orchestra giovanile e di musicisti del Nord Europa».
Il Guardiagrele Opera Festival svolge un’attività notevole di promozione culturale e dell’immagine di Guardiagrele anche fuori l’Abruzzo. Quanto vi costa?
«Riusciamo a contenere i costi con strategie mirate e una rete di contatti favoriti dal prestigio di Maurizio Colasanti e Susanna Rigacci, attivi sui palcoscenici di tutto il mondo. C’è il sostegno di alcuni imprenditori che hanno abbracciato questo progetto culturale, oltre a un contributo del Comune che ci assiste anche sul piano logistico e organizzativo. Però i risultati che stiamo ottenendo meriterebbero più attenzione da parte delle istituzioni. Abbiamo creato una realtà che produce risultati anche economici e sull’indotto del territorio».
Lupiani, la musica per lei non è solo cultura ma favorisce l’economia?
«La musica, la cultura in generale, se fatta bene come la facciamo noi è un volano economico e formidabile strumento di educazione e di elevazione sociale e spirituale: già questa considerazione dovrebbe spingere qualsiasi istituzione o amministrazione ad appoggiare eventi di qualità. Noi non regaliamo biglietti omaggio per fare i sold-out, vendiamo biglietti perché il pubblico ha capito che anche in un piccolo centro, se ci sono intelligenze e competenze si può fare qualcosa di grandioso. L’anno scorso mettendo insieme le manifestazioni il festival ha avuto più di 2.500 spettatori, poco meno del doppio dell’edizione 2016. Abbiamo avuto più di cento alunni tra italiani e stranieri e almeno una ventina di musicisti tra professori d’orchestra, attori e danzatori che hanno rivitalizzato un comprensorio per la tutta la durata del Festival, con una positiva ricaduta economica sul territorio».
Che cosa vi aspettate in più da questa nuova edizione?
«Contiamo di accrescere il numero di spettatori proporzionalmente all’aumento quantitativo e qualitativo dell’offerta artistica. Miriamo a fare di GO una manifestazione a tutto campo, in sinergia tra arti diverse e per un pubblico sempre più vasto e variegato, dimostrando che è possibile coniugare successo e popolarità con un livello culturale e artistico elevato, affrontando anche tematiche scottanti e attuali, con serietà e impegno, ma anche divertendoci, all’insegna della bellezza, della musica, dell’arte e, perché no, della scienza».
Ma è vero che ci sarà il maestro Ennio Morricone quest’estate a Guardiagrele?
«Eh, sarebbe bellissimo, ma adesso mi chiede troppo: ci stiamo lavorando. Sicuramente ci sarà Susanna Rigacci con la sua voce. Comunque sorprenderemo davvero tutti».
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