Guardiagrele saluta il frate del sorriso

7 Marzo 2017

Tutta la città ai funerali di padre Bonaventura Del Romano. Il vescovo Forte: «Dal paradiso intercederà per noi»

GUARDIAGRELE. L’intera cittadina ha partecipato commossa ieri pomeriggio ai funerali di frate Bonaventura Del Romano, il cappuccino silenzioso e umile, scomparso nella notte tra il 4 e il 5 marzo all’età di 77 anni, quando sorella morte ha bussato alla sua porta, dopo che una breve malattia lo aveva messo a dura prova, sia nel fisico che nello spirito. La salma del frate, ordinato sacerdote nel 1966, giunta a Guardiagrele da Pescara nella tarda mattinata di domenica e collocata nella chiesa del convento dei Cappuccini, è stata meta di un continuo pellegrinaggio da parte dei guardiesi e di gente proveniente da tutti i paesi limitrofi, fino alle ore 15 di ieri, quando con una processione lungo le strade della cittadina, a cui hanno partecipato numerosi sacerdoti provenienti da tutta la regione, autorità civili e militari, scout, volontari della Croce Rossa Italiana e tantissimi fedeli, è stata accompagnata nella chiesa di Santa Maria Maggiore per il rito funebre. La celebrazione della messa, officiata dall’Arcivescovo della Diocesi Chieti Vasto Bruno Forte, ha avuto inizio alle ore 15.30, davanti ad una enorme folla commossa e ordinata.

«Padre Bonaventura», ha ricordato Forte, «era una persona che ho amato e che mi amava e mi rispettava nel mio ruolo di vescovo. Dal Paradiso ora intercederà per tutti noi». Il Provinciale dei Cappuccini padre Nicola Galasso ha poi letto una biografia del sacerdote scomparso. «Pochi giorni prima di morire», ha ricordato il padre guardiano del convento guardiese, Emiliano Antenucci, «padre Bonaventura, con una voce flebile mi sussurrò: Ricorda, la preghiera è il cuore di tutto».

Molti sono tornati ad evidenziare la bontà e la semplicità del religioso guardiese, chiamato da alcuni “frà sorriso” per l’ottimismo e il carattere solare che sapeva trasmettere agli altri. Padre Bonaventura, laureato in lettere ad indirizzo storico all’ Università di Chieti, è stato inoltre ricordato per la sua profonda cultura. Infatti, oltre a collaborare con dei preziosi articoli al locale giornale “Aelion”, aveva pubblicato anche diversi libri , tra i quali nel 2008 per la casa editrice Carabba di Lanciano, “I Cappuccini di Guardiagrele”, un volume nel quale ripercorre i quattrocento anni di storia del convento francescano guardiese e , nel 2014, il libro “San Salvatore a Maiella nella dinamica socio religiosa del territorio”.

Significativi sono stati poi i suoi studi sulla figura del Beato Onofrio da Comino. Dopo la messa, il feretro è stato accompagnato fino in largo Garibaldi, dove tutti hanno dato l’estremo saluto al frate guardiese.

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