Guardiagrele è a secco, scoperte le perdite d’acqua

1 Dicembre 2019

I residenti sono costretti a sopportare disagi enormi per la carenza idrica Ma il Comitato civico individua grosse falle nelle condotte di Piano del Colle

GUARDIAGRELE. Mentre i cittadini sono costretti a sopportare enormi disagi a causa della carenza idrica, si scoprono enormi quantità di acqua che vanno inutilmente disperse nei terreni. La denuncia arriva dai volontari del Comitato civico “La Voce” che, capitanati dal coordinatore Nello Iacovella, durante un sopralluogo in località Piano del Colle, nel territorio comunale di Rapino, precisamente vicino il torrente Fosso Pretaro, hanno infatti individuato delle grosse perdite nelle condotta. «Un cedimento del terreno sull'argine del torrente», spiega Iacovella, «ha procurato una flessione della condotta causando una lesione all'interno del pozzetto di scarico, posto alla estremità sinistra, che ora presenta una notevole perdita di acqua». Il coordinatore del Comitato civico evidenzia che c'è l'assoluta esigenza di intervenire con la massima urgenza per riparare la perdita e mettere in sicurezza la condotta, altrimenti si rischia che il tubo si spezzi completamente con conseguenze disastrose, che si andranno a ripercuotere in particolar modo sul comprensorio dell'Avello.
«C’è bisogno», continua Iacovella, «che l’Ersi, l’ente regionale risorse idriche che sovrintende ai gestori, si adoperi in modo tale che sia la stazione di pompaggio che la condotta che porta l'acqua al serbatoio di Bocca di Valle, attualmente gestiti dall'Aca, passino sotto la Sasi, mediante un accordo di programma sottoscritto dalle parti. A nulla serve, infatti, il solo protocollo d'intesa stilato in Prefettura nel 2012 che, in caso di emergenza, impegna l'Aca ad aumentare il quantitativo di acqua verso il serbatoio di Bocca di Valle».
Restando in tema di emergenza idrica, negli ultimi giorni anche l’alpinista Peppino Ricciuti, restauratore delle vecchie fontane della Maiella, ha effettuato diversi sopalluoghi in montagna.
«Nonostante il periodo di magra», sottolinea Ricciuti, «ho potuto constatare che da alcuni bottini fuoriusciva acqua in abbondanza, in modo particolare da quello posto alla base della “canala bianca”». Ricciuti fa presente anche che la sorgente della Gravetta di Valle Acquafredda di Rapino è stata completamente abbandonata, pur garantendo circa 5/6 litri al secondo di acqua. Come se non bastasse, le acque della sorgente della Mucchia non arrivano più al bottino di riunione del Linaro a causa dello stato disastroso della condotta, che garantisce 3 o 4 litri al secondo.
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