Guardie mediche chiuse Appello a Mattarella

25 Ottobre 2016

San Vito chiede l’intervento del Capo dello Stato per annullare la scelta Asl Il sindaco Catenaro firma il ricorso straordinario: «Negato il diritto alla salute»

SAN VITO. Il Comune si appella al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per annullare il provvedimento di chiusura della guardia medica di San Vito. Dal primo ottobre la postazione del paese ha smesso di svolgere assistenza assieme a quelle di Palena, Quadri, Celenza sul Trigno, Cupello e Scerni. A nulla sono valse le proteste dei cittadini, a nulla è valso anche il ricorso al Tar (che San Vito non ha fatto) da parte di alcuni Comuni. Il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta perché «la riduzione delle guardie mediche è corretta, in base al criterio di calcolo utilizzato». La Asl ha giustificato la chiusura facendo riferimento agli standard nazionali che prevedono una postazione medica ogni 3.500 abitanti e ha anche annunciato di aver potenziato la rete di emergenza e urgenza raddoppiando le postazioni del 118. «Regione e Asl mantengono un provvedimento che, oltre a non produrre alcun risparmio di spesa, lede gli interessi della comunità», dice il sindaco Rocco Catenaro, «inoltre a San Vito non si rispettano i criteri imposti dal decreto (emanato del commissario Chiodi nel 2012 e modificato poi nel 2014, ndc) perché i residenti nella nostra cittadina sono oltre 5.300, quindi ben al di sopra dei 3.500 richiesti e durante il periodo estivo il numero quadruplica. Senza contare che mancano anche le automediche, non attivate. Senza guardia medica i cittadini sanvitesi, soprattutto negli orari in cui non operano i medici di base, sono costretti a rivolgersi al Pronto soccorso di Lanciano anche per problematiche non gravi, con l’inevitabile conseguenza di un aumento dell’afflusso al pronto soccorso non facilmente sopportabile e di ore di attesa». Diritto alla salute negato ai cittadini, secondo il Comune, che così ha pensato di rivolgersi al presidente Mattarella, che derime queste controversie attraverso il Consiglio di Stato. «Per ripristinare il servizio abbiamo impugnato il provvedimento di soppressione della guardia medica con ricorso straordinario al presidente della Repubblica», chiude il sindaco, «ci siamo rivolti alla più alta carica dello Stato certi che le necessità del territorio e della comunità locale verranno tenute nella debita considerazione». Non resta che attendere la decisione del presidente, attraverso il Consiglio di Stato che può accogliere, ovvero annullare la chiusura della guardia medica, rigettare o dichiarare il ricorso inammissibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA