Guardie mediche chiuse, Comuni sconfitti

16 Settembre 2016

Il Tar respinge il ricorso proposto dai sindaci di Celenza, Cupello e Scerni. La Asl: scelte ragionate, la salute è tutelata

SCERNI. «La riduzione delle sedi di guardia medica effettuata dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti è corretta». È la motivazione con la quale il tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso proposto dai sindaci di Celenza sul Trigno, Cupello e Scerni contro la chiusura delle tre postazioni disposta dall’azienda sanitaria sulla scorta delle indicazioni contenute nel piano di rientro della sanità. «Andremo avanti percorrendo tutte le strade possibili», annunciano dal canto loro Walter Di Laudo, Manuele Marcovecchio e Alfonso Ottaviano, primi cittadini dei Comuni interessati a quella che, senza mezzi termini, viene considerata una ulteriore spogliazione del territorio. Secondo i giudici amministrativi, che in attesa di pronunciarsi nel merito avevano sospeso l’efficacia del provvedimento, la riduzione operata è da ritenersi corretta in base al criterio di calcolo utilizzato, come puntualizzato anche dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato prodotta dalla difesa della Asl. «Non abbiamo voluto penalizzare né i territori né le popolazioni che vi risiedono», mette in chiaro il direttore generale Pasquale Flacco, «abbiamo compiuto scelte ragionate, che coniugano la tutela della salute con gli standard nazionali che prevedono una postazione di guardia medica ogni 3.500 abitanti. La nostra azienda era certamente sovradimensionata, per cui una rimodulazione era assolutamente obbligata, ma ancora prima di porre in atto queste misure ci siamo preoccupati di potenziare la rete dell’emergenza e urgenza, attraverso il raddoppio delle postazioni del 118 e l’acquisto di nuove ambulanze, dotate di attrezzature di avanguardia, come ad esempio gli elettrocardiografi a bordo per l’immediata diagnosi e trattamento dell’infarto. Insomma le garanzie di salute ci sono tutte». I sindaci dei Comuni interessati, dal canto loro, non demordono. «Siamo nettamente contrari alla sottrazione dell’ultimo baluardo di piccola sanità nelle aree interne», insistono Di Laudo, Marcovecchio e Ottaviano, «si tratta di zone già fortemente penalizzate dall’assenza di una serie di servizi. Andremo avanti percorrendo tutte le strade possibili». Si mobilitano anche i cittadini. È il caso del movimento Insieme per Celenza che non ha escluso clamorose forme di protesta davanti al palazzo della Regione. Alla luce della sentenza, nella nuova geografia delle guardie mediche non compariranno le postazioni di Celenza sul Trigno, Cupello e Scerni, soppresse in base a precise valutazioni della direzione aziendale insieme a quelle di Palena, Quadri e San Vito.

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