Guardie mediche, sciopero di due giorni

8 Luglio 2019

Il 18 e il 19 luglio protesta per chiedere il ripristino delle indennità di rischio: «Regione in ritardo»

CHIETI. Le guardie mediche che prestano servizio a Chieti e provincia sono sul piede di guerra. I tre sindacati principali, Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale), Smi (Sindacato medici italiani) e Snami (Sindacato nazionale medici italiani) hanno dichiarato due giorni di sciopero per il 18 e il 19 luglio. «Nel mirino», spiegano, «ci sono la mancata soluzione della vicenda relativa all’indennità di rischio, che la Regione ha sospeso ai medici di continuità assistenziale abruzzese ormai da due anni, e l’inspiegabile rifiuto, da parte dalla Asl Lanciano Vasto Chieti, di continuare a retribuire le visite ambulatoriali, stabilendo un’interruzione del servizio nei confronti dei cittadini».
«Già la sospensione dell’indennità di rischio», sottolineano le sigle sindacali, «ha decurtato pesantemente lo stipendio dei medici di continuità assistenziale, ai quali è stata perfino ventilata l’ipotesi di una richiesta di arretrati». «Perfino la Corte dei conti della Basilicata, che per prima aveva sollevato il dubbio sulla regolarità dell’indennità, ha riconosciuto la legittimità dell’indennità di rischio», dice Sandro Campanelli, segretario regionale della Fimmg Continuità assistenziale. «Eppure la Regione Abruzzo prosegue imperterrita sulla sua strada. Tutto ciò non possiamo continuare a tollerarlo». A questo problema, sostengono ancora i sindacati, si è aggiunto l’atteggiamento della Asl chietina: dopo aver firmato l’accordo con i medici di guardia per retribuire le visite ambulatoriali, a distanza di qualche mese ha «unilateralmente» sospeso tutto. «È stato davvero sconfortante l’atteggiamento della Asl», dice Marco Di Clemente, segretario provinciale Chieti della Fimmg Continuità assistenziale. «Se non vogliono che i medici forniscano più ai cittadini le prestazioni ambulatoriali, devono avere il coraggio di dirlo apertamente alla popolazione. Non è nemmeno accettabile che non si possa trovare una soluzione ad un problema tanto semplice solo perché, attualmente, la Asl è senza manager. L’ordinaria amministrazione va comunque risolta. Non avremmo voluto ricorrervi, ma per tutte queste situazioni non più accettabili, siamo costretti a dichiarare lo sciopero. Nelle giornate di agitazione, già comunicate ad Asl e prefettura, verranno comunque salvaguardate le urgenze reali della popolazione». (g.let.)