Guardie mediche, solo incarichi a tempo

La protesta: «Le Asl di Chieti e Teramo mandano sostituti. Danni economici e di carriera a chi da anni aspetta l’assunzione»
CHIETI. Mancata applicazione da parte della Regione Abruzzo delle norme relative alla pubblicazione delle carenze della continuità assistenziale, ovvero il servizio di guardia medica. Questo l’oggetto di una serie di lettere inviate da un gruppo di medici di continuità assistenziale delle province di Chieti e Teramo alla Regione e alle Asl teatina e teramana. Il problema principale, segnalato da questo gruppo di medici, è quello relativo all’assegnazione delle zone carenti in termini di incarico definitivo per graduatoria e per trasferimento ai medici aventi diritto. Questi incarichi, invece, sarebbero ancora assegnati, ormai da molti anni, in forma di incarico di sostituzione temporanea. Solo le Asl di Pescara e L’Aquila hanno ottemperato a quanto richiesto dalla Regione pubblicando le carenze sul Bura speciale numero 78 del 6 maggio 2016. Sono invece rimaste ancora ferme le Asl di Chieti e Teramo.
«Al momento», segnalano i medici in una lettera inviata alla dirigente Maria Crocco dell’assessorato regionale alla Sanità, «sono presenti numerose sedi con incarichi vacanti, e tali incarichi continuano a essere assegnati in forma provvisoria a medici sostituti, in violazione all’accordo collettivo che impone limiti temporali ben precisi alla individuazione delle zone carenti e alla assegnazione definitiva delle relative titolarità di incarico».
In base all'articolo 63 dell’accordo, “entro la fine dei mesi di aprile e di ottobre ciascuna Regione pubblica sul Bollettino ufficiale, in concomitanza con la pubblicazione degli ambiti territoriali carenti di assistenza primaria, gli incarichi vacanti di continuità assistenziale individuati, a seguito di formale determinazione delle aziende, previa comunicazione al comitato aziendale di cui…”. «Pertanto si chiede», scrivono i medici, «per quanto di competenza che siano promossi gli opportuni accertamenti e provvedimenti per risolvere tale procedura amministrativa scorretta e non rispettosa delle norme contrattuali vigenti e lesiva dei diritti dei medici che pur in possesso dei requisiti, da anni aspettano gli incarichi. Si fa presente che tale situazione ha arrecato notevole danno a un consistente numero di medici che per gli anni corrispondenti non hanno avuto la possibilità di accedere alla titolarità a tempo indeterminato o al trasferimento da altra sede pur possedendone da tempo i requisiti, ed è chiaro che i diretti interessati hanno subito un consistente danno economico, morale, etc. Si tratta di vittime delle inadempienze burocratiche della propria Regione e/o della propria Asl per le quali sarebbe opportuno ottenere, se non il risarcimento del danno subito, quantomeno la cessazione del danno che continua a essere perpetrato nei loro confronti».
Due le richieste dei medici: che siano chiariti i motivi della mancata pubblicazione delle zone carenti di continuità assistenziale e avviate idonee iniziative legali in caso di persistente inadempienza dal momento che tale situazione continua e continuerà a produrre danno economico e sociale ai medici interessati a tale carenza. L'ultima novità riguarda l'ispezione annunciata dalla Regione nella Asl di Chieti e Teramo in seguito alla diffida chiesta dal gruppo di medici.
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