Guardie mediche Sospesa la mobilità, i precari protestano
LANCIANO. Tutto fermo. Sia il taglio delle sei postazione di guardia medica di San Vito Chietino, Quadri, Palena, Scerni, Cupello e Celenza sul Trigno e sia le procedure per la mobilità del...
LANCIANO. Tutto fermo. Sia il taglio delle sei postazione di guardia medica di San Vito Chietino, Quadri, Palena, Scerni, Cupello e Celenza sul Trigno e sia le procedure per la mobilità del personale di guardia medica a tempo indeterminato e precario. Ma se per il blocco del taglio delle postazioni c’è gioia, in particolare tra i sindaci delle sedi che dovevano essere cancellate, il blocco delle procedura per la mobilità del personale ha mandato su tutte le furie i medici di guardia, soprattutto quelli precari. Che entro il 19 ottobre dovevano far pervenire alla Asl la propria disponibilità alla mobilità. Il 28 ottobre, poi, a Lanciano avrebbero avuto l’assegnazione dei posti vacanti, riservati ai medici titolari di sede. Successivamente sarebbero stati convocati tutti i medici precari per la copertura dei posti vacanti rimasti (carenze) con decorrenza gennaio 2016. Nulla di tutto ciò è avvenuto.
«Tutta la questione è stata gestita malissimo dall’azienda sanitaria», protestano alcuni medici, «la Asl ha mandato prima degli atti sbagliati e poi per bloccare tutto ha spedito una raccomandata, ad altri una mail, pochi giorni prima di scegliere le sedi in cui si diceva che “a seguito del potenziamento della rete dell’emergenza-urgenza sul territorio di questa Asl, si rende necessario il riesame sulle procedure sulla riorganizzazione delle circoscrizioni di continuità assistenziale per cui la relativa procedura di mobilità non potrà avvenire nei termini previsti”. È inconcepibile. Per far capire il pressapochismo basta dire che tra le due sedi in ballo, ossia Celenza e Carunchio, perché sulle altre siamo sicuri che non ci sarà molto da discutere, inizialmente era stata salvata la seconda, però per le nuove carenze di medici che devono essere assunti risulta Celenza».
Sono molte le sedi carenti: ad esempio ci sono 2 posti a Lanciano, 3 ad Atessa, 2 a Casoli, 4 a Chieti, 3 a Villa Santa Maria e ci sono decine di medici che attendono da anni il posto che però col nuovo blocco dovranno ancora aspettare. «Sono più di dieci anni che attendiamo la riorganizzazione», dicono alcuni, «molti medici sono ancora precari, altri lavorano in sedi che distano anche 60 chilometri da casa. Si attende un riordino che non c’è e che viene sempre rimandato. Ora lo stop sarebbe a causa del riordino della rete dell’emergenza-urgenza. Ma non è credibile visto che non ci sono medici a bordo dei 118 e non ci saranno prima di gennaio, se non verrà svolto il corso di formazione. Intanto noi continuiamo ad essere precari».
Insomma da un lato ci sono i sindaci che premono per bloccare un riordino che considerano fuori luogo perché penalizza l’assistenza soprattutto nelle aree interne del Vastese; dall’altro ci sono medici che chiedono si sblocchi il riordino per sbloccare graduatorie ferme da anni.
Teresa Di Rocco
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