Guerra del logo, Allegrino può usare il marchio Ascom

3 Gennaio 2019

CHIETI. Il presidente dell’Ascom Angelo Allegrino può continuare a utilizzare la sigla della sua associazione di commercianti. Ha ottenuto, infatti, ragione dalla Direzione generale per la lotta alla...

CHIETI. Il presidente dell’Ascom Angelo Allegrino può continuare a utilizzare la sigla della sua associazione di commercianti. Ha ottenuto, infatti, ragione dalla Direzione generale per la lotta alla contraffazione del Mise, vincendo la cosiddetta “guerra del marchio” ingaggiata con Confcommercio Chieti e Confcommercio Italia. Queste ultime avevano sostenuto che Allegrino non potesse utilizzare una sigla che riconduceva alla stessa Confcommercio. E visto che ci sarebbe stata possibilità di fraintendimento erano partite perciò diverse diffide. Alla fine, però, l’ha spuntata Allegrino, ex presidente provinciale della stessa Confcommercio. «Noi», ha sempre ribattuto Allegrino, «siamo nati con spirito, motivazioni e metodi operativi diversi da Confcommercio. Inoltre il marchio Ascom è stato registrato e depositato il 10 dicembre 2013 nell’Ufficio nazionale brevetti e marchi, coordinato dal ministero dello Sviluppo economico, e pubblicato il 14 marzo 2014.
«Sulla base degli atti in possesso dell'Ufficio», si legge nel dispositivo della Direzione generale per la lotta alla contraffazione, «può in sostanza ritenersi che nel settore dell’associazionismo di categoria si registra una sostanziale convivenza tra aderenti e non, che utilizzano l'acronimo Ascom associato a connotazioni territoriali ovvero di categoria. Alla luce di quanto sopra si ritiene che non sia stata fornita la prova della titolarità da parte delle società ricorrenti del segno notorio “Ascom”. L’opposizione dunque deve ritenersi respinta».
«Finisce», commenta Allegrino, «una querelle, cominciata senza ragione, che davvero ci ha logorato. Ma siamo riusciti e far valere le nostre ragioni e i nostri diritti, grazie anche al lavoro e alla professionalità dell'avvocato Ivan Notaristefano, che è riuscito a smontare le tesi di un drappello di legali messi in campo da Confcommercio nazionale». Ora Allegrino annuncia però nuovi ricorsi alla carta bollata contro Confcommercio Chieti e Confcommercio nazionale, che avrebbero «buttato fango» su di lui.