«Ha abusato di un ragazzino»: un 51enne finisce sotto processo

11 Gennaio 2022

Enrico Scarinci ha pubblicato su un sito internet fotografie false per adescare la vittima di 15 anni: a febbraio sarà giudicato con il rito abbreviato. Dopo sette mesi dall’episodio, è ancora ai domiciliari

CHIETI. È accusato di aver abusato di un quindicenne dopo l’adescamento su un sito di incontri gay. Enrico Scarinci, 51 anni di Crecchio, dallo scorso giugno agli arresti domiciliari per violenza sessuale, sarà processato con l’abbreviato: significa che, in caso di condanna, potrà beneficiare dello sconto di un terzo della pena. L’avvocato Antonio Tenaglia ha ottenuto per l’imputato il rito alternativo dopo la richiesta di giudizio immediato presentata dal sostituto procuratore Marika Ponziani: l’udienza, davanti al giudice Luca De Ninis, è in programma il 22 febbraio. Ad occuparsi delle indagini sono stati i carabinieri della stazione di Chieti Principale e del nucleo operativo e radiomobile. Il giorno delle violenze, che sarebbero avvenute nel parco fluviale, la vittima era riuscita a fuggire dall’auto di Scarinci solo perché il presunto stupratore, mentre viaggiava ad alta velocità per le strade dello Scalo, si era schiantato contro un’altra macchina ed era stato costretto a fermarsi.
LA RICOSTRUZIONE
In base alla denuncia, Alessandro (nome di fantasia) viene contattato su “Romeo”, un sito di incontri, da un utente che si fa chiamare Dino e ha come immagine del profilo quella di un giovane di 18, al massimo 19 anni. Tra i due c’è anche una videochiamata, ma Dino posiziona lo smartphone in modo tale da non essere visto bene in volto. I due si accordano per un appuntamento, il pomeriggio del 7 giugno. A un certo punto Alessandro, alle prime esperienze su una chat di questo tipo, ci ripensa e vuole disdire l’appuntamento. Ma l’interlocutore va su tutte le furie e lo minaccia, dicendo al quindicenne che rivelerà la sua omosessualità ai genitori.
L’INCONTRO
Il ragazzino va nel panico e si sente costretto ad accettare l’appuntamento nel parcheggio della chiesa del Tricalle. Qui scopre che le sue paure sono fondate, perché alla guida della macchina trova un cinquantenne che non somiglia neppure lontanamente all’immagine del profilo. Alessandro è terrorizzato, non avrebbe mai immaginato di trovarsi in una situazione del genere e, temendo che quell’uomo possa concretizzare le minacce fatte via web, accetta di salire sulla macchina. Il quindicenne è intenzionato a proporre di andare in un bar, da dove poi fuggire. Ma Scarinci si dirige immediatamente in una zona fuori mano, al parco fluviale di Chieti, una grande area verde abbandonata, alle spalle del centro commerciale Megalò, diventata negli ultimi anni meta di incontri a luci rosse. Per la vittima, obbligata ad avere un rapporto sessuale, sono attimi di terrore. Dopo un po’, però, Scarinci è costretto ad andare via perché arriva un’altra auto e, probabilmente, ha paura di essere scoperto.
LA FUGA
Passa ancora qualche minuto e il cinquantenne, che viaggia ad alta velocità, in via Casalbordino finisce contro l’utilitaria guidata da una donna. Alessandro approfitta dell’incidente avvenuto a un incrocio per catapultarsi fuori dall’auto. «Dentro quella macchina c’è uno stupratore, un violentatore», dice alla sconosciuta prima di fuggire. La ragazza telefona al 112 non tanto per il danno causato alla sua automobile ma perché l’adulto ha la cerniera dei pantaloni aperta e le scarpe slacciate. È da questo momento che partono le indagini dei carabinieri della compagnia di Chieti. Nel frattempo, Alessandro si confida con i genitori e va in caserma a denunciare tutto. Qualche giorno dopo, Scarinci finisce in manette. Il resto è storia recente: la conclusione delle indagini, la richiesta di giudizio immediato, l’udienza fissata davanti al giudice.