Ha accoltellato il padre: rimane in carcere

19 Ottobre 2023

Domenico Alfano, 37 anni, interrogato dal giudice. Il difensore: non voleva fare del male a nessuno

CASTEL FRENTANO. Resta in carcere Domenico Alfano, il 37enne che domenica scorsa ha aggredito con un coltello i genitori e il fratello esasperati da continue violenze, offese e minacce. Al termine dell'interrogatorio di garanzia, il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha applicato al giovane la custodia cautelare in carcere, accogliendo la richiesta del procuratore Mirvana Di Serio.
Assistito dall'avvocato Paolo Sisti (nominato dopo la rinuncia, per incompatibilità, dell'avvocato di famiglia), Alfano non si è sottratto alle domande del giudice, fornendo la propria versione dei fatti. «Si è detto dispiaciuto per quanto accaduto domenica, non era sua intenzione fare del male al padre e alla madre», riferisce il difensore, «i dissidi che ogni tanto si verificano in casa sono dovuti al fatto che la famiglia non accetta che lui faccia uso di sostanze stupefacenti». E anche domenica il motivo che ha scatenato la reazione violenta del 37enne è legato alla droga. La madre avrebbe gettato a terra, dal comodino in camera del figlio, la sostanza stupefacente (in casa i carabinieri hanno trovato, in effetti, mezzo grammo di cocaina), scatenando la sua furia. "Vi uccido tutti" ha urlato nei confronti dei familiari, minacce ripetute anche davanti ai carabinieri: "Non finisce qua".
«Ha raccontato che i familiari sono entrati in camera sua e ne è nata una discussione degenerata in colluttazione», spiega il legale, «alle sue urla e minacce, il fratello e il padre gli sono andati addosso riportando ecchimosi su braccia e spalla che ha mostrato al giudice. A quel punto, istintivamente, ha preso il coltello da cucina che era in camera, ma non l'avrebbe mai utilizzato contro i suoi. Il padre, infatti, si sarebbe ferito sul palmo della mano provando a sfilargli la lama».
Il padre Luigi ha avuto 10 giorni di prognosi, la madre Margherita, invece, è stata colta da malore e ricoverata in ospedale a Chieti, dove è prossima alle dimissioni. Nella denuncia formalizzata ai carabinieri, il padre delinea un clima di violenza all'interno delle mura domestiche che andava avanti da 15 anni tra minacce, offese e aggressioni fisiche. «Alfano non ha negato discussioni e litigate per il problema della droga», riferisce ancora l'avvocato Paolo Sisti, «ma ha dichiarato di non aver mai alzato le mani contro i familiari».
Il gip, tuttavia, definisce la ricostruzione fatta dall'indagato «inattendibile e illogica», poiché contrastante con le testimonianze rese dai familiari. Sul 37enne, definito una «personalità fortemente negativa», pesano anche i precedenti da codice rosso, atti persecutori ai danni di due ex compagne, per i quali era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. (s.so.)
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