«Ha dato i regali alle bimbe prima di uscire»

14 Gennaio 2017

Nessuna traccia di Naccarella. La moglie racconta: «È andato via sotto la neve per soccorrere i nostri animali»

GUARDIAGRELE. Di Nicola Naccarella non c'è traccia nella cittadina. Nessun indizio neanche nella rimessa agricola di contrada Colle Luna: la sera dello scorso 5 gennaio aveva detto alla moglie Diana che sarebbe andato lì per dare da mangiare a un cavallo, ad alcune capre e gallinelle. Ma il letto di quella casetta di campagna dove il barista di 55 anni era solito trasferirsi anche per alcuni giorni, è intatto. Il caminetto non è stato acceso. L'unico indizio che potrebbe far pensare a una sua fugace presenza in quell'edificio è che uno dei due lucchetti al cancello d'ingresso è stato trovato aperto. Ma nulla di più. La carta d'identità è al solito posto nell'abitazione della famiglia in via Paolo Urbino, nel centro del paese; non risultano movimentazioni bancarie dal conto corrente. Insomma, un vero mistero avvolge la sua scomparsa ormai giunta al nono giorno.

«Alla vigilia dell'Epifania, Nicola è tornato a casa dal bar verso sette della sera. Aveva cominciato a nevicare di brutto e abbiamo cenato insieme», racconta la moglie Diana mentre accudisce le figlie gemelle di un anno e mezzo. «Voleva raggiungere le sue bestiole per dare loro da mangiare: sapevamo che il maltempo sarebbe durato alcuni giorni. Quando è arrivato qui aveva con sè anche i regalini della Befana per le bambine e ha giocato con loro. Poi si è messo gli abiti da sciatore ed è andato via a piedi. Nessuna parola che facesse pensare a un suo allontanamento di questo genere. Da quel momento non l'abbiamo più visto nè sentito: il telefonino è stato sempre spento».

Dopo tre giorni, con Guardiagrele sepolta dall'abbondante nevicata che in alcune località ha raggiunto anche il metro e mezzo di altezza e col bar di Nicola chiuso, la moglie e il fratello Giuseppe sono andati a cercarlo in campagna proprio perché il telefonino non era acceso, ma senza esito. Poi l'attesa per altre 48 ore e la decisione di denunciarne la scomparsa ai carabinieri: era martedì scorso quando si è messa in moto ufficialmente la macchina delle ricerche. A Colle Luna i parenti hanno portato per un primo sopralluogo anche Buc, il cane nero della famiglia, ma l'animale non ha rilevato tracce del padrone. Riprende Diana, «ho pensato a un malore che ha colto mio marito quando era lì, visto che per tre giorni è nevicato di brutto con temperature bassissime, ma quella casa è dotata di tutti i servizi. Penso ai cinghiali, che scorrazzano nella zona e che potrebbero averlo aggredito: mi dicono che sono tantissimi. Di questi animali abbiamo trovato numerose orme nei paraggi. Abbiamo percorso anche alcuni sentieri insieme alla gente della contrada, ma Nicola d'abitudine camminava sulla strada principale. E poi, lo dico francamente, non è tipo da lasciarsi andare anche se è una una persona sensibilissima».

Ieri, intorno alle 10, con il sole che aveva cominciato a sciogliere i cumuli di neve, la zona di Colle Luna è stata controllata ancora una volta da carabinieri e famigliari. Diana poco prima si è affacciata al "Bar dei Pini" di largo Garibaldi: ha rovistato un po' ovunque spulciando tra rubriche telefoniche e fogliettini di carta nei cassetti, ma anche questa ricerca non ha svelato il mistero. Da oggi cominceranno le verifiche anche sui tabulati del cellulare di Nicola.