Ha ucciso la compagna, ora è disperato

Il cavo elettrico per strangolare Daniela Marchi usato da Martella per fare bricolage. Oggi la salma esposta al San Pio
VASTO. Gli esami sul cavo elettrico trovato accanto al corpo di Daniela Marchi confermano che il filo è compatibile con i solchi sul collo della vittima. Marchi, 53 anni, è stata strangolata in un impeto d’ira dal compagno Joseph Martella, 57 anni. «Quel cavo elettrico ha riportato alla memoria dei vastesi un delitto di 27 anni fa: l’omicidio di Carmine Tomeo, ucciso nel suo bar con un filo elettrico. La Procura ha concesso a Martella d’incontrare il proprio legale. «Domani stesso (oggi per chi legge, ndc) andrò al carcere di Torre Sinello», afferma l’avvocato difensore Massimiliano Baccalà. «So per certo che il mio cliente è ancora sconvolto. Con il passare dei giorni aumenta la sua pena», afferma il difensore. Alla Marina sono in tanti ad essere rimasti stupiti per l’omicidio. I residenti ricordano la coppia nella notte di San Silvestro, abbracciati e felici hanno brindato all’arrivo del nuovo anno. Ieri da Roma sono arrivati due avvocati per riportare la salma di Daniela nella Capitale, la città natia della donna e dove vivono la madre e la sorella.
L’arma del delitto. Un cavo sottile e per questo micidiale. Un filo tagliente, usato dagli elettricisti. La polizia conferma che ad uccidere Daniela Marchi è stato quel cavo ripescato dalla pattumiera. Il solco sul collo della vittima è simile ad un tatuaggio prodotto dal cappio. Joseph Martella lo aveva buttato dopo aver fatto dei lavori di bricolage. Lo ha ripreso qualche minuto prima del delitto. Perché? Che cosa ha detto la sua compagna per averlo sconvolto al punto da ucciderla?
Il difensore. La Procura ha concesso a Joseph Martella di vedere i familiari e parlare con il proprio legale. «Voglio parlare con lui, capire cosa è successo quella sera. Minuto per minuto. Io non so che cosa ha sconvolto il mio cliente. So per certo che è disperato», afferma l’avvocato Baccalà.
Omicidio Tomeo. L’ultimo omicidio con un cavo elettrico che il comprensorio ricorda risale a 24 anni fa. Nel corso di una rapina in un bar di piazza Caprioli, nel centro storico di Vasto, fu strangolato il titolare, Carmine Tomeo, 62 anni. Il commerciante fu ucciso per l’esattezza con un cavo telefonico. La tragedia sconvolse la città. Per quel delitto furono arrestati e condannati tre giovani. Ancora oggi la figura di Carmine Tomeo è ricordata con grande affetto non solo in città.
I conoscenti della Marina. Ma anche per Joseph Martella e Daniela Marchi accade la stessa cosa. I residenti stentano a credere che Martella sia arrivato ad uccidere la compagna. «La notte di San Silvestro li abbiamo visti ad una cena abbracciati. Sembravano sereni. Hanno brindato e festeggiato l’arrivo del 2015 sulla riviera. Sembra impossibile quello che è accaduto», dicono gli abitanti del quartiere. «Lei poi era davvero una bella persona.Non meritava di morire così».
I funerali di Daniela. Il feretro di Daniela Marchi è all’obitorio del cimitero in attesa dell’autorizzazione al trasferimento della salma a Roma, la città dove la donna e nata è dove vivono la sorella e la madre. Le due donne non sono venute a Vasto. Hanno affidato gli adempimenti burocratici a due avvocati che ieri mattina sono stati in Comune per il disbrigo delle pratiche. La salma viene esposta oggi alle 17 all’obitorio dell’ospedale San Pio fino alle 12 di domani. Poi la benedizione e la partenza per Roma dove alle 15,30 si tiene il funerale nella chiesa di Prima Porta.
Paola Calvano
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