Ha un malore in strada, muore 89enne

Insegnante di ginnastica in pensione si accascia e batte la testa: soccorso dai passanti ma non ce la fa
LANCIANO. Muore in strada dopo un malore. È accaduto ieri mattina nel quartiere Olmo di Riccio. Vittima è Giuseppe Aruffo, 89 anni, professore di ginnastica in pensione, residente a Santa Giusta. L’anziano ha avuto un malore nelle vicinanze dell’incrocio con via Napoli, che conduce verso la scuola elementare e materna del rione. Non è riuscito ad appoggiarsi alla panchina ed è caduto a terra, battendo la testa e graffiandosi la mano su una fontana in ghisa. Il primo ad intervenire, attorno alle 12,40, è stato un ragazzo che ha visto l’uomo cadere, ha fermato l’auto e si è avvicinato. Subito sono accorse altre persone dalle case e dai negozi. Qualcuno ha cercato di capire se l’anziano, che cadendo ha battuto la testa e perso il cappellino scuro e gli occhiali da sole, respirava ancora. Era riverso sul fianco sinistro, con la testa vicino alla base della fontana. Subito è stato avvertito il 118. In attesa dell’arrivo dell’ambulanza, mentre molti si chiedevano cosa gli fosse successo, una infermiera dell’ospedale Renzetti, S.C., si è fermata per soccorrere l’anziano. Dopo averlo girato delicatamente ha provato a fargli il massaggio cardiaco, continuato poi dai sanitari del 118. Gli operatori e il medico hanno provato a rianimare Aruffo anche col defibrillatore, ma per l’anziano non c’era più niente da fare. I sanitari, che nel frattempo avevano allontanato il gruppo di persone che si era radunato vicino l’uomo e i genitori dei bambini delle scuole materna ed elementare che escono alle 13,15, hanno subito coperto il corpo con il telo verde in attesa dell’arrivo dei carabinieri. I passanti avevano avvisato anche il 112, chiamato comunque dagli stessi operatori del 118. Ai carabinieri, però, è spettato il triste compito di avvisare i parenti di Aruffo della tragedia e riconsegnare loro il corpo del congiunto. L’autorità giudiziaria non ha ritenuto di dover procedere con l’esame autoptico perché è chiaro che la morte è giunta per infarto (pare che l’uomo soffrisse di cuore). I funerali di Aruffo, che lascia la moglie Rosalba, i figli Roberta, Alessandra, Silvia e Mino, si celebrano oggi, alle 15,30, al Sacro Cuore. Il dramma di ieri ricorda quello dell’11 dicembre scorso quando a perdere la vita, in strada, è stato Bruno Cotellessa, colto da un malore all’ingresso dell’ippodromo. (t.d.r.)
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