Halliburton, oggi vertice decisivo

I sindacati chiedono la cassa integrazione al posto della mobilità. Lavoratori pronti allo sciopero
ORTONA . È previsto per oggi, nella sede di Confindustria, il nuovo incontro tra sindacati e vertici aziendali della Halliburton Italiana srl per discutere del futuro dei lavoratori della sede ortonese della multinazionale attiva nel settore degli idrocarburi. Un mese dopo il primo tavolo in cui si è parlato delle trenta procedure di mobilità avviate dall’azienda, le parti si ritrovano nuovamente per un confronto, per fare chiarezza sulle prospettive delle maestranze. I sindacati, nel precedente incontro, hanno chiesto misure alternative e, nello specifico, la cassa integrazione. Ma i rappresentanti della Halliburton si sono mostrati perplessi su questa ipotesi. Ad essere interessata dall’ondata di licenziamenti è quasi il 30% della forza lavoro della sede ortonese, all’interno della quale complessivamente sono occupate 104 persone. Delle trenta procedure di mobilità avviate dall’azienda 26 riguardano gli operai e 4 gli impiegati. I vertici aziendali hanno spiegato che le motivazioni dei licenziamenti sono da ricercare nella riduzione del personale a seguito della crisi del settore e delle conseguenti esigenze tecniche, organizzative e produttive. Tuttavia il segretario della Filctem-Cgil di Chieti Carlo Petaccia, sostiene che le Rsu «mi hanno riferito che nella sede di Ortona si lavora, non sembra proprio un’azienda che deve licenziare». Il sindacalista si era già espresso sulle cause delle difficoltà della Halliburton, che secondo lui sono legate «al costo del petrolio e alla crisi del settore ma soprattutto alla pesantissima penale che la Halliburton ha dovuto pagare per il mancato acquisto della Baker Hughes. «La Halliburton ha versato 3,5 miliardi di dollari proprio per via di questa penale», ha sottolineato nelle scorse settimane il segretario Filctem-Cgil, «e guarda caso dopo un periodo da questi fatti si presentano ripercussioni sui lavoratori». La speranza di Petaccia è che dall’azienda oggi possano arrivare risposte positive alle richieste avanzate, ovvero quella di prendere in considerazione misure come la cassa integrazione. Tuttavia regna purtroppo un certo pessimismo: «Non avendo avuto nessun contatto in questo arco di tempo, come di solito invece accade, mi viene da pensare che non ci sia da aspettarsi nulla di buono», dice Petaccia. E se le previsioni dovessero rivelarsi corrette, sulla Halliburton incomberebbe lo sciopero: come aveva già annunciato la Filctem-Cgil in caso di risposta negativa alle richieste «saremo disposti a tutto».
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