«Ho accoltellato mia madre: mi vergogno, temo il carcere» Così il 17enne ha confessato

5 Aprile 2024

Il giovane ha telefonato al 112 subito dopo aver colpito la donna con le forbici Arresto convalidato, il ragazzo trasferito in un istituto penale: «È pericoloso»

LISCIA. «L’ho accoltellata. Mi vergogno di quello che ho fatto. Adesso ho paura di finire in carcere». La confessione del diciassettenne di Liscia che ha tentato di uccidere la madre di 59 anni a colpi di forbici arriva con una telefonata alla Centrale unica di risposta 112 dell’Aquila.
LA CONFESSIONE
È mercoledì mattina e sono passati solo pochi minuti dall’aggressione in casa quando il ragazzo, che soffre di problemi psichiatrici certificati, prende il cellulare e ammette fin da subito le sue responsabilità. In un primo momento allontanatosi dalla sua abitazione, il minorenne viene rintracciato e arrestato dai carabinieri della stazione di San Buono, competenti per territorio. In quegli stessi istanti, la vittima viene trasportata in codice rosso all’ospedale San Pio di Vasto: ha profonde ferite in più parti del corpo, ma l’operazione chirurgica alla quale viene sottoposta d’urgenza le salva la vita. Fin qui la ricostruzione dei minuti immediatamente successivi al tentato omicidio che ha sconvolto il piccolo paese del Vastese, appena 642 abitanti.
ARRESTO CONVALIDATO
Ieri pomeriggio, il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei minorenni dell’Aquila, Roberto Ferrari, su richiesta del sostituto procuratore Angela D’Egidio, ha convalidato l’arrestato del diciassettenne e disposto il carcere. Il giudice ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza. La misura cautelare è stata applicata, codice penale alla mano, alla luce del pericolo di reiterazione del reato. Un rischio che, secondo il giudice, può essere contenuto solo con il trasferimento del giovane in un istituto penale minorile.
«ERO ARRABBIATO»
Il diciassettenne, pur in un contesto logicamente segnato dalle sue patologie psichiatriche, ha affrontato l’interrogatorio, rispondendo alle domande del giudice e sostenendo di essere arrabbiato con la madre per non meglio precisati motivi. Il ragazzo, proprio a causa del quadro clinico, è ricoverato abitualmente in una struttura del Vastese in cui è sottoposto a terapie specifiche. Mercoledì si trovava a casa per le feste di Pasqua. Nei prossimi giorni, il pubblico ministero potrebbe affidare una consulenza per valutare la capacità di intendere e di volere del minorenne al momento dei fatti. La vittima, fuggita in strada dopo le forbiciate e rifugiatasi nella farmacia del paese in via Roma, resta ricoverata in prognosi riservata.
LE PAROLE DELL’AVVOCATO
«È una tragedia avvenuta all’interno di una delle tante famiglie italiane che, ogni giorno, deve affrontare l’enorme problema della disabilità mentale», dice l’avvocato Roberto Di Virgilio del foro di Vasto, che assiste l’arrestato. «Il ragazzo, fin dai minuti immediatamente successivi all’episodio, si è mostrato molto collaborativo con i carabinieri».
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