«Ho prestato soldi, ma a interessi zero»

Lanciano. Tre arresti per usura ed estorsione, Ciarelli interrogata dal giudice. Il difensore: ho chiesto la revoca dei domiciliari
LANCIANO. Ha risposto alle domande del giudice, dichiarando la propria innocenza, Laura Ciarelli, 37 anni, una delle tre donne finite agli arresti domiciliari nell'ambito dell'indagine della polizia, con le accuse di usura ed estorsione ai danni di una giovane imprenditrice di Lanciano. La donna, assistita dall'avvocato Giuseppe Pantaleone, del foro di Pescara, è comparsa ieri mattina in tribunale per l'interrogatorio di garanzia. «La mia assistita si è dichiarata innocente», riferisce l'avvocato Pantaleone, «ha parlato e ha spiegato al giudice di essere stata convinta da un'amica (Carmela Gargano, ndc) a prestare 10mila euro, regali della comunione di un figlio, alla persona offesa, ma senza chiedere interessi sulla somma. Tra l'altro indietro ha ricevuto solo 1.800 euro».
L'indagata ha inoltre chiarito di non avere conoscenze di tipo malavitose e di non avere alcun tipo di rapporto con la terza indagata, Clelia Malvone, 30 anni, la sola accusata anche di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. «L'accusa di estorsione o minaccia non è inoltre riferibile alla mia assistita», precisa ancora l'avvocato Giuseppe Pantaleone, «in quanto una delle frasi incriminate è stata erroneamente riferita a lei nel capo d'imputazione. Sulla base delle questioni tecniche che ho sollevato come difensore, ho chiesto la revoca degli arresti domiciliari e una misura cautelare meno afflittiva».
Il gip Massimo Canosa si è riservato la decisione. Questa mattina ad essere ascoltata sarà Clelia Malvone, assistita dall'avvocato Paolo Sisti. Lunedì sarà la volta di Carmela Gargano, 40 anni, assistita dall'avvocato Massimiliano Baccalà. (s.so.)
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