Honda in crescita continua «Niente disagi dagli stop»

Lo stabilimento produce: anticipati alcuni obiettivi e assunti altri 150 lavoratori I microchip servono in maniera ridotta rispetto ai furgoni commerciali Sevel
ATESSA. Viaggia veloce lo stabilimento Honda di Atessa: nonostante proseguano gli stop produttivi dovuti alla mancanza di microchip, la fabbrica delle due ruote sta procedendo spedita nella sua tabella di marcia riuscendo ad anticipare anche alcuni obiettivi produttivi. Mentre per Sevel la carenza di fornitura ha determinato una drastica battuta di arresto, con diverse giornate di cassa integrazione e oltre 70 turni lavorativi saltati, per Honda lo scenario è diverso, anche perché i microchip vengono utilizzati in maniera molto inferiore sulle due ruote rispetto a un veicolo commerciale (ne serve uno solo per l'impianto frenante Abs).
La gestione delle fermate viene fatta spostando le ferie. Un nuovo stop dello stabilimento è previsto per lunedì 18 luglio e in queste settimane se ne sono accumulati altri quattro. Ma le fermate sono avvenute sempre a cavallo dei weekend in modo da non intralciare la settimana produttiva e utilizzando i giorni di ferie. Restano intatte anche le due settimane di chiusura collettiva (le prime di agosto) per il riposo estivo.
Il mercato di riferimento delle due ruote sta crescendo. Lo stabilimento di Honda Italia sta lavorando da mesi senza sosta. E si continua ad assumere. Dal 1° luglio si è passati da 350 dipendenti a tempo indeterminato ad oltre 500 con lo stesso contratto. Il programma di assunzioni, deciso in un contratto integrativo con i sindacati, è stato concluso anche prima del previsto. Merito dei risultati di fabbrica, del mercato che sale e anche della fiducia che lo stabilimento sta riconquistando da parte della casa madre giapponese che è tornata, dopo anni, a destinare ad Atessa un nuovo modello. Si tratta dell'Adv 350, lanciato nel gennaio scorso e prodotto anche in altri stabilimenti Honda, ma che ad Atessa ha trovato spazio per nuove componenti e accessori che rendono il nuovo modello più Italianizzato rispetto agli altri scooter. Un plauso va soprattutto alla professionalità dei dipendenti che ad Atessa, con una media di 50-52 anni (il marchio spinge molto sul ricambio generazionale), sono quelli che permettono il "plus" del made in Italy che tanto piace ai bikers europei. E prosegue il fascino dei modelli di punta della casa nipponica, ovvero il Forza 350 e tutta la linea di scooter Sh, 125, 250 e 350.
«Esprimiamo soddisfazione per il contratto integrativo siglato con Honda», dice Francesco Flaminio, rsu e componente dell'esecutivo Uilm Chieti-Pescara, «peccato per il problema della componentistica, ma l'azienda ha rispettato a pieno gli obiettivi che si è prefissata, sia produttivi che occupazionali e siamo fiduciosi per il futuro dello stabilimento».
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