Honda: nessuna volontà di lasciare Qui resta la produzione europea

15 Novembre 2015

Atessa, la multinazionale replica ai sindacati che hanno annunciato lo stato di agitazione del personale «Nel 2016 festeggeremo 45 anni con un nuovo magazzino e l’ammodernamento di tre modelli di moto»

ATESSA. Nessuna volontà di chiudere lo stabilimento di Atessa, nè di non investire più in Italia. Honda Industriale spa, si affretta a smentire le notizie e gli allarmi diffusi dai sindacati nei giorni scorsi. L’annuncio di voler dismettere la linea motori, l’ultima per la costruzione di componentistica all’interno dello stabilimento sangrino, ha fatto scattare lo stato di agitazione alla Honda. Non si esclude neanche il ricorso allo sciopero. Questo perché la Honda di Atessa si ritroverebbe ad essere, dopo oltre 40 anni di gloriosa carriera sul territorio, costituita proprio dalle eccellenze manifatturiere della produzione, soltanto una fabbrica di assemblaggio. Una condizione che aveva fatto presagire nei lavoratori e in alcuni rappresentanti sindacali il timore che lo stabilimento fosse considerato solo un inutile fardello dalla multinazionale giapponese.

Ma a smentire ogni timore ci pensa lo stesso direttivo Honda: «Ci corre l’obbligo di precisare che notizie circa la fine degli investimenti e il mancato rispetto degli accordi intrapresi non trovano fondamento», si legge in una nota, «Honda Italia è perfettamente in linea con gli accordi sottoscritti, sta conseguendo tutti gli impegni occupazionali e finanziari assunti, ha appena informato sul piano di produzione del prossimo anno che conferma l’apprezzamento dei propri modelli sul mercato e non rileva stati di agitazione da parte dei dipendenti. Di converso, la diffusione di notizie distorte crea notevoli disagi all’azienda tutta».

«Honda Italia», prosegue l’azienda, «ha in atto, da diversi anni, un piano di consolidamento delle attività aziendali e in tale ottica si inserisce ogni misura tesa a rafforzarne la competitività. Ad esempio, per quanto riguarda specificatamente i motori, l’acquisto di componentistica al miglior costo rappresenta un’opportunità importante per fortificare le fondamenta dell’azienda, ciò nonostante, la Honda Italia si è fatta promotrice, nei confronti della casa madre, di continuare a produrre nello stabilimento italiano quei motori a caratterizzazione specificatamente europea».

I piani d’investimento di Honda Italia, come spiegato nella nota societaria, «si basano su tre capitoli: ottimizzazione dei flussi interni e realizzazione di un nuovo edificio per l’immagazzinamento delle parti, che sarà inaugurato il mese prossimo; ammodernamento di tre modelli che saranno aggiornati nel corso del 2016; sostenibilità energetica a lungo termine, con partecipazione a un secondo bando di finanziamento regionale. Honda Italia», conclude l’azienda, «è fortemente radicata nel territorio abruzzese: nel 2016 festeggerà 45 anni di attività: oggi più che mai, ogni decisione è volta allo sviluppo delle proprie persone e alla crescita delle attività produttive».

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