Honda truffata, gli otto indagati dal gup Udienza rinviata per lo sciopero avvocati

11 Aprile 2017

LANCIANO. È arrivato dinanzi al giudice per le udienze preliminari l’inchiesta su Honda, la vicenda giudiziaria nata all’indomani di un esposto che la multinazionale delle due ruote aveva inviato in...

LANCIANO. È arrivato dinanzi al giudice per le udienze preliminari l’inchiesta su Honda, la vicenda giudiziaria nata all’indomani di un esposto che la multinazionale delle due ruote aveva inviato in Procura per presunti danni subiti dalla gestione dell’ex vicepresidente di Honda Italia Silvio Di Lorenzo, quantificati in 10 milioni di euro. A processo, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni della Honda nel periodo dal 2006 al 2010 e rivelazione di segreto professionale, oltre a Di Lorenzo, 66 anni, ci sono la moglie, Giovanna Piera Maesa, 61 anni, i figli Matteo Romolo (39) e Francesco (35), e i manager di aziende dell’indotto Honda: Pietro Rosica, 57 anni, Isaia Di Carlo, 52, Gabriele Domenico Scalzi, 47 anni, e Antonio Di Francesco, 62. L’udienza però, a causa dello sciopero degli avvocati, è stata rinviata al prossimo 29 maggio. Secondo le accuse della Procura, Di Lorenzo sarebbe stato ai vertici di raggiri alla multinazionale attraverso l’utilizzo di società che facevano capo a lui nella esecuzione di beni e servizi, a volte anche senza contratti. Sarebbero stati poi autorizzati pagamenti favorendo proprio le aziende che ruotavano intorno a lui. Di Lorenzo ha sempre rigettato le accuse, sostenendo di avere agito nel solo ed esclusivo interesse della Honda e che le scelte e le decisioni aziendali sono state condivise negli anni con altri nove dirigenti italiani, il comitato esecutivo aziendale, il Cda, il collegio sindacale e la società di revisione e certificazione.