Honeywell, al via lo sciopero a oltranza

Atessa. Di Camillo (Fim-Cils): vogliamo un piano industriale di lunga durata. L’azienda: tornate al lavoro e dialoghiamo
ATESSA. Hanno incrociato le braccia i lavoratori della Honeywell per il primo giorno di sciopero. La partecipazione è stata del 100% per quanto riguarda l’officina e superiore al 90% complessivamente. Ma l’azienda si dice disponibile al dialogo e chiede la revoca dello sciopero. L’astensione dal lavoro, preannunziata a oltranza, è sostenuta dalla Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. La convinzione dei sindacati è che lo stabilimento Honeywell di Atessa chiuderà entro il prossimo anno. La dirigenza ha iniziato le operazioni di back up, cioè la clonazione di prodotti realizzati ad Atessa in altri stabilimenti, come quello in Slovacchia. «Vogliamo un piano industriale di lunga durata, vero e credibile» afferma Dorato Di Camillo (Fim), «e riteniamo che debbano esserci investimenti su nuovi prodotti e nuove tecnologie. Dobbiamo evitare che con i fondi europei portino il lavoro in Slovacchia e chiudano Atessa».
La Honeywell è un colosso del settore automotive per la costruzione di turbocompressori per auto di media e alta cilindrata; lo stabilimento di Atessa è in regime di contratti di solidarietà che scadranno ad aprile con possibilità di rinnovo fino a dicembre 2018. Ma dal prossimo gennaio i lavoratori non saranno più coperti dagli ammortizzatori sociali, oltre allo spauracchio delle operazioni di back up, piano ideato, precisa Di Camillo «dai dirigenti francesi dell’azienda per difendere il loro sito in Francia, perché noi siamo molto più competitivi del sito francese di Thaon Les Vosges».
La decisione dello sciopero è stata preceduta da un incontro svoltosi a Roma al ministero dello Sviluppo economico lo scorso 13 settembre. In quella sede i sindacati e le istituzioni non hanno avuto le attese risposte, cioè un piano industriale di rilancio dello stabilimento abruzzese; lo stesso ministero ha deciso di convocare i vertici francesi della multinazionale.
«Questa sarà una vertenza di tutto il territorio», hanno avvertito i sindaci di Atessa, Paglieta e Lanciano, l’assessore regionale Giovanni Lolli e il presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo. Ieri davanti ai cancelli una delegazione dell’amministrazione comunale di Lanciano ha espresso «massima e incondizionata solidarietà ai 420 lavoratori che iniziano una battaglia importante non solo per il loro posto di lavoro, ma per tutto il comprensorio Frentano».
«Honeywell rispetta il diritto di protesta dei propri dipendenti», ha dichiarato Giancarlo Finizio, rappresentante legale dell’azienda in Italia, «tuttavia, siamo amareggiati per la decisione delle organizzazioni sindacali di indire uno sciopero, specialmente dopo aver dato riscontro alle richieste che avevano avanzato durante le riunioni con le istituzioni di luglio e settembre e dopo aver dato la nostra disponibilità per organizzare un nuovo incontro al ministero a ottobre. Sono molto preoccupato per l’impatto negativo che un altro sciopero avrà sulla situazione dello stabilimento e sui nostri clienti. Rimaniamo disponibili a dialogare in buona fede per trovare una soluzione, ma prima di tutto vorremmo che questo sciopero venisse immediatamente revocato».
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